Il video dell'intervento di Guido Grossi al Convegno Sovranità Popolare (Roma, 21 settembre scorso) ha
ottenuto un successo mediatico veramente notevole (oltre 500.000
visualizzazioni ! ero anch’io tra i relatori ma non mi sono certo avvicinato a
quei numeri parlando di Moneta Fiscale - comunque qualcosa d’interessante spero
di averlo detto).
Oltre che vedervi
il video se non l’avete già fatto, vi suggerisco questo bellissimo pezzo di Guido, dove replica a un articolo critico nei confronti del suo intervento.
Veramente tutto
da leggere l'articolo di Guido, con grande attenzione. Io mi limito a
sottolineare un punto, perché tocca un tema che mi viene spesso chiesto di
commentare.
Tra le più
comuni tipologie di titoli del debito pubblico italiano, BOT e CCT sono classici
strumenti destinati ai risparmiatori individuali: i BOT per la loro breve
scadenza, i CCT per i meccanismi di indicizzazione di cui sono dotati, tendono
entrambi a manifestare un basso livello di volatilità del loro prezzo di mercato.
I BTP, a tasso
fisso e a medio-lunga scadenza, sono
invece strumenti destinati a “investitori propensi al rischio”: non chiamateli
speculatori se non vi piace, ma non è comunque una forma di impiego del
risparmio adatta a chi cerca semplicemente tranquillità e si accontenta di un
rendimento modesto (il recupero dell’inflazione o poco più). Il tasso fisso e
la scadenza più lunga amplificano infatti gli effetti (sul prezzo di mercato
del titolo) delle variazioni di spread
e tassi di mercato
Non a caso, nell’era ante Maastricht gli strumenti di gran lunga più comprati dal pubblico
erano, appunto, BOT e CCT (molto più dei BTP). E i risparmiatori individuali
li acquistavano, appunto, direttamente, cioè senza passare (in genere) tramite
l’intermediazione di fondi o di altre, più o meno complicate, strutture di
gestione patrimoniale.
Modificare la
struttura delle emissioni – meno BTP, più strumenti stabili e NON speculativi
(CCT e BTP) – è una cosa che si può fare subito, molto più velocemente del
progetto CIR (che pure ha i suoi elementi d’interesse, ma non è concepito per
mobilitare in tempi rapidi grandi masse di risparmio).
Si può fare, e
si deve fare, immediatamente.
Naturalmente, non
viene per questo meno la criticità del progetto CCF / Moneta Fiscale: perché stabilizzare
il collocamento dei titoli di Stato è estremamente importante, ma avere a
disposizione uno strumento per immettere potere d'acquisto nell'economia lo è
ancora di più.