Lascia ben sperare perché confermerebbe l’ipotesi che il patto di stabilità sia destinato a dare luogo a effetti modesti nel breve-medio termine.
Dopodiché – questo non lo dice Calenda ma lo penso io - dopo tre anni, cioè nel 2027, si prenderà atto che far scattare le misure restrittive previste dopo il periodo di “grazia” risulterà impossibile.
Si ripartirà quindi da capo ad architettare qualcosa di diverso. Probabilmente con un patto ancora insensato ma con altri tre anni, o giù di lì, di grazia. E di grazia in grazia chissà che l’Eurozona non finisca per avviarsi su un percorso minimamente sensato.
Non è il massimo, ma che fare se da un lato abbiamo un governo che chissà perché non percorre le vie realmente risolutive, quali l'emissione di Moneta Fiscale; e dall’altro interlocutori convinti che il Sole giri intorno alla Terra ?
E’ quasi superfluo sottolineare che i tedeschi non pensano “ai prossimi vent’anni” (come crede Calenda). O se lo pensano sono degli autoillusi. Perché insistono a promuovere schemi di azione che hanno dimostrato di essere inapplicabili e/o fallimentari.
O ancora, forse sono proprio i tedeschi che pensano alle prossime elezioni, convinti (magari a ragione) che in Germania i voti si prendano ringhiando contro gli “spendaccioni del Sud”.
"Almost surely, after a few years (some countries get a temporary break) the rules will prove unworkable. They can and probably will be adjusted, but it would have been better to get them right from the start".
Anche lui, come si vede, è convinto che dopo il temporary break, altrimenti detto dopo il periodo di grazia, le regole si dimostreranno inapplicabili.
Certo, sarebbe stato meglio partire subito con il
piede giusto, dice Blanchard. Ma questo è veramente pretendere troppo dalla UE.
