Sul sito Eurointelligence, promosso e coordinato da
Wolfgang Munchau, leggo oggi un pezzo di analisi economica che inizia con il
seguente paragrafo:
Per essere (stando all’articolo) un “grande economista monetario”, Charles Goodhart dimostra di avere qualche “piccola” lacuna in materia di ragioneria, partita doppia e contabilità nazionale. La prima ragione da lui citata per temere che l’occidente sia destinato a una crisi fiscale è infatti il livello troppo basso dei tassi di risparmio.
Per cui non si riuscirebbe a finanziare i deficit pubblici salvo monetizzarli, creando inflazione incontrollata.
Caro Goodhart, ma è così difficile capire che, essendo il deficit del settore pubblico pari all’eccesso della spesa governativa rispetto alle tasse raccolte, il deficit medesimo si traduce, centesimo per centesimo, in FORMAZIONE DI RISPARMIO PRIVATO ?
I soldi immessi nell’economia tramite il deficit pubblico NON SI BRUCIANO. Rimangono all’interno del settore privato. Certo, circolano perché chi li riceve a un certo punto li spende. Ma spendendoli, li passa a un altro esponente del settore privato stesso – azienda o individuo che sia. Sempre risparmio privato di qualcuno è.
Le economie occidentali potrebbero non riuscire a raggiungere i loro obiettivi perché cercano di produrre beni e servizi eccedenti la loro capacità produttiva. Questo potrebbe creare problemi dal lato dei deficit COMMERCIALI esteri, oppure generare eccessi di inflazione.
Ma la supposta “carenza di risparmio privato” non c’entra
veramente, MA VERAMENTE, NULLA.