La professoressa
Mariana Mazzuccato entra a Palazzo Chigi in veste di consigliere economico del
premier Giuseppe Conte, per lavorare “alle misure di contrasto degli effetti
economici del coronavirus”.
La professoressa
Mazzuccato è autrice di interessanti testi di critica all’austerità e di rivalutazione
del ruolo degli investimenti pubblici per la crescita dell’economia.
E’ sicuramente
una persona qualificata e personalmente condivido molte delle sue idee.
Purtroppo, temo
(e mi dispiace) che il suo incarico si rivelerà uno specchietto per le
allodole.
Nessuna delle
sue proposte più rilevanti può essere messa in atto, dato l’attuale assetto
dell’Eurosistema.
Assetto che non
vedo alcuna volontà di modificare da parte degli altri membri dell’Eurozona, se
non eventualmente su linee ancora più restrittive (vedi riforma MES).
Né percepisco alcuna
apertura, o interesse, verso soluzioni compatibili con trattati e regolamenti,
ma adottabili da singoli paesi, quali il progetto CCF. Perché la logica è che “gli
interventi devono essere coordinati a livello UE”.
Il mio timore è
che le sue proposte verranno accolte da commenti tipo “ottimo adesso ne
parliamo in sede UE, nel frattempo continuiamo con entusiasmo ad accettare le
loro imposizioni, e questo li convincerà ad accettarle (le proposte), magari
non oggi, magari non domani, ma nei prossimi 246 anni…”.
Naturalmente spero di sbagliarmi, per molte intuibili ragioni: tra le quali, la qualità del lavoro di ricerca della professoressa, che merita senz'altro di meglio.
Ma non ci
scommetto un centesimo.