Adesso che la Corte Costituzionale tedesca ha respinto i ricorsi presentati contro la riforma del MES, presumibilmente il Bundestag la approverà in tempi rapidi. La Germania sarà quindi il penultimo paese a ratificarla.
Dopodiché rimane solo l’Italia, e quindi stanno riprendendo fiato gli esponenti politici che ci sollecitano ad “adeguarci”.
Rimando a quanto ho scritto ormai tre anni fa per spiegare che questa riforma è un peggioramento di uno strumento già di per sé orribile. La riforma va bocciata, anche se è opportuna la precisazione che non ratificare non significa risolvere un problema ma solo evitare di peggiorarlo. Perché il MES comunque è in essere, ed è pessimo anche così com’è oggi.
Respingere la riforma, in altri termini, equivale a giocare in difesa. Per segnare i gol, bisogna far passare il vero strumento risolutivo: i CCF / Moneta Fiscale.
Aggiungo comunque due parole di commento all’affermazione, sentita varie volte allora e oggi, che l’Italia deve ratificare “perché il governo si è impegnato”.
Il governo DI ALLORA (c’era Conte) ha firmato il trattato, certo. Ma il trattato è operativo solo se il parlamento ratifica. E Conte ovviamente non poteva impegnarsi per conto del parlamento. Il massimo dell’impegno che poteva prendere era di PRESENTARLO alle camere per la ratifica.
Certo, in condizioni normali un governo dovrebbe sapere che cosa il parlamento sarà disposto ad accettare: governa appunto perché ne ha ottenuto la fiducia, giusto ?
Ma in questo caso ci sono un paio di cose da ricordare.
La prima è che Conte si è mosso, ai tempi, in modo estremamente improprio: è andato avanti a negoziare (ancora durante il Conte I) nonostante la maggioranza di allora (M5S + Lega) gli avesse chiaramente espresso fortissime riserve.
La seconda è che da allora sono cambiati tre governi nonché la composizione del parlamento, a seguito delle elezioni politiche del settembre 2022.
E ratificare, o meno, ovviamente è una decisione che spetta al parlamento in carica, non a quelli passati.
Se l’Italia non
ratifica questa riforma, cosa che mi auguro fortissimamente, non viene meno a
nessunissimo impegno. Sostenere il contrario è una bestialità, in termini di
diritto e in termini di fatto.