Nel post precedente affermavo quanto segue:
“Al posto dei
greci, considererei seriamente, a questo punto, di firmare qualche vago
comunicato congiunto insieme ai “partner” europei: vago nel senso che esprimerà
la volontà di proseguire la ricerca di una soluzione cooperativa, senza entrare
più di tanto nel merito dei dettagli.”
Quanto è
avvenuto venerdì scorso è stato variamente interpretato, da molti commentatori
come una sconfitta per la Grecia, da altri come una vittoria o quantomeno un
buon risultato (data la situazione complessiva).
Personalmente,
ritengo che si tratti né più né meno di quanto dicevo sopra.
Adesso è
fondamentale mettere in atto il punto successivo:
“Nello stesso
tempo, la Grecia dovrebbe avviare il rilancio della sua economia mediante introduzione
di una moneta complementare nazionale.”
Se emetti la tua
moneta e hai una grossa quantità di risorse produttive inoperose, altrimenti detto
di disoccupazione, impiegare moneta per incrementare il potere d’acquisto in
circolazione, via spesa pubblica, incentivi alla spesa privata, e riduzione di
tassazione, consente di rilanciare l’economia in modo rapido ed efficace.
Se NON emetti la
tua moneta, l’effettuazione di queste azioni dipende dalla volontà dell’emittente:
che ti deve finanziare o sovvenzionare per consentirti di attuarle. Questa
volontà non esiste, come hanno constatato i greci nel corso degli incontri tenuti
a Bruxelles, Francoforte e Berlino. Ci sono fondatissimi motivi, sia etici che
di efficienza economica, per sostenere che l’asse B-F-B è in errore. Il
problema è che in un negoziato mostrare alla controparte che sbaglia spesso
(anzi quasi sempre) non porta da nessuna parte.
Il concetto di
moneta complementare nazionale, in tutto questo, è decisivo. Il mio dubbio è
che il governo greco non sappia, o non abbia chiaro, o non creda ancora a
sufficienza, che la moneta nazionale può essere introdotta A FIANCO dell’euro,
senza rotture, ridenominazioni, effetti di panico sui mercati finanziari eccetera.
Ma forse mi sbaglio, e comunque se i greci non ne sono convinti oggi, questa
convinzione può maturare molto in fretta.
E’ un punto
chiave, e se ne parlerà molto, credo, nelle prossime settimane.