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domenica 18 gennaio 2015

Dico la mia sul franco svizzero


Visto che me l’hanno chiesto in parecchi…

A me stupisce lo stupore. Se uno stato fissa un rapporto di cambio con una moneta estera perché la sua si sta rivalutando eccessivamente, vuol dire che sta contrastando una tendenza naturale.

Mi sembra addirittura banale. Nel 2011 gli svizzeri hanno bloccato il cambio a 1,20 contro euro perché le loro imprese e il loro settore turistico stavano subendo gli effetti, in quel momento, di una rivalutazione troppo rapida. Ma la tendenza era in quella direzione e mi pareva assolutamente chiaro che il “peg” non sarebbe durato all’infinito.

Se non ci credete, vi fornisco i nomi di qualche dozzina di persone a cui ho suggerito di comprare franchi svizzeri. Non si rischiava assolutamente nulla. Rendono zero ma rende zero anche l’euro. Il “peg” prima o poi sarebbe stato rimosso e il cambio sarebbe immediatamente salito. A quanto ? anche qui era facile dire: circa a 1, il livello che il franco aveva già quasi raggiunto nel 2011.

Molto più difficile è prevedere la data in cui la rimozione del “peg” si verifica. Al massimo qui mi ero azzardato a ipotizzare una data limite. Pochi giorni fa, a un amico avevo detto 30 giugno 2017. La realtà è stata parecchio più veloce…

Adesso in molti parlano di gravi danni all’economia svizzera. Ma nel frattempo si è rivalutato il dollaro, che per le esportazioni elvetiche oggi pesa almeno tanto quanto l’euro. Ed è crollato il petrolio.

I danni francamente sono gestibili senza difficoltà. Industriali e operatori turistici svizzeri stanno strillando, ma basta che gli venga concessa una riduzione (per esempio) di tasse e contributi sui costi di lavoro per parare il colpo. Un paese che stampa la sua moneta, che attualmente non sta facendo deficit spending e che emette debito a tassi negativi (!) ha zero problemi ad attuare un’azione di questo tipo. Gli strilli delle aziende svizzere servono, banalmente, a ottenere qualcosa di più e non qualcosa di meno di quanto loro necessario. Tutto il mondo è paese…