PRIMO, ridare indipendenza monetaria all’Italia.
I CCF vengono emessi dallo Stato e assegnati
gratuitamente a vari soggetti. Due anni dopo l’emissione, sono utilizzabili
per pagare tasse o qualsiasi altro tipo di impegno finanziario verso la
Pubblica Amministrazione. Sono moneta
nazionale con utilizzo differito.
L’utilizzo è
differito per evitare, nell’immediato, la flessione delle entrate statali. In
due anni, la ripresa economica produrrà maggiore gettito e compenserà l’effetto
dell’utilizzo dei CCF da parte dei riceventi.
SECONDO,
fornire un forte sostegno alla domanda e all’economia. Anche se l’utilizzo
è differito, i CCF saranno negoziabili
in anticipo rispetto alla scadenza, e avranno quindi immediatamente un valore.
Emettendo 200
miliardi di CCF all’anno, cittadini e aziende ricevono un forte contributo ai
loro redditi e alla loro competitività. Si
riassorbe pressoché tutta la disoccupazione che si è formata dal 2007 in poi.
TERZO,
portare la competitività delle aziende italiane al livello tedesco.
I 200 miliardi potranno essere così attribuiti:
-circa 80 alle aziende,
per ridurre il costo del lavoro
-circa 70 ai
lavoratori
-circa 50 per
altre finalità (accelerare il pagamento dei debiti scaduti, sostenere i redditi
di ceti sociali disagiati, ripristinare servizi pubblici ecc.)
Con
80 miliardi di riduzione del costo del lavoro, le aziende italiane colmano praticamente
tutta la differenza
che si è formata, rispetto alla Germania, dall’introduzione dell’euro a oggi.
INDIPENDENZA MONETARIA
PIENA OCCUPAZIONE
COMPETITIVITA’ DELLE AZIENDE ITALIANE A
LIVELLO TEDESCO
Tutto ciò, senza “spaccare” l’euro.