Scambiando
alcuni commenti con Nicola Bernini, ci siamo trovati a disquisire di quale sia
il livello del debito estero italiano e di come si sia formato.
Una prima
riflessione: come già visto qui, l’Italia ha perso competitività dall’avvento
dell’euro in poi – ma questa perdita di competitività si è tradotta in deficit
commerciali di importo (in proporzione al PIL) molto inferiore rispetto a
Spagna e Grecia.
L’Italia ha
avuto (anche prima della crisi) problemi di crescita, mentre iberici ed
ellenici hanno registrato una “fiammata” di sviluppo - il cui prezzo però è
stato l’accumulo di massicci livelli di debito estero. Questo accumulo è stato,
per quanto ci riguarda, decisamente inferiore.
A fine 1998 la
posizione finanziaria netta dell’Italia verso l’estero era negativa per il 9%
del PIL 1998 (1.070 miliardi di euro), quindi per 96 miliardi.
A fine 2012
eravamo saliti al 24,8% su un PIL di 1.566, quindi a 388 miliardi.
L’incremento è
stato quindi pari a 388 meno 96 = 292, mentre le partite correnti italiane nel periodo
1999-2012 hanno registrato un deficit cumulato di 249. Le due cifre sono
abbastanza vicine anche se non proprio identiche (non so se a causa di
approssimazioni nelle stime, dell'effetto dei cambi sulle attività
e passività in valuta o per altre ragioni).
Fin qui,
approssimazioni a parte, tutto fila come ci si poteva aspettare: le partite correnti
in deficit alimentano debito estero.
C’è però un
altro elemento: una parte dell’indebitamento con l’estero è costituita dagli
ormai famosi saldi Target2. Su che cosa siano esattamente ci sarebbe da
scrivere un articolo apposito (anzi lo scriverò, pazientate un attimo…)
comunque in buona sostanza si tratta di debiti che la Banca d’Italia ha nei
confronti della Banca Centrale Europea, dovuti al fatto che residenti italiani
hanno trasferito fondi presso istituti situati in altri paesi dell’Eurozona. La
nazione che ha i maggiori saldi attivi per quanto riguarda i Target2 è
(l’avevate indovinato…) la Germania: nel loro caso sono crediti della
Bundesbank verso la BCE.
Nicola citava
una spiegazione che si legge abbastanza di frequente, in merito al fatto che i
saldi Target2 si sono molto accresciuti soprattutto dal 2010 in poi: le
distorsioni causate dall’euro hanno “danneggiato la bilancia commerciale (dei
paesi del Sud) portandola strutturalmente in passivo, che è stato colmato
dapprima da credito che arrivava da banche estere (che finanziavano export
delle nazioni relative) poi da Target2.”
Ovvero, da un
certo punto in poi i deficit commerciali non sono stati più finanziati dal
mercato finanziario, e i Target2 sono subentrati a svolgere quella funzione.
Ho però il
dubbio che non sia così, e i motivi sono i seguenti.
Uno, i Target2
hanno avuto il massimo della loro crescita nel primo semestre del 2012, quando
i deficit commerciali del Sud Europa stavano invece rallentando moltissimo
(“grazie” all’austerità e al crollo della domanda interna).
Due, dopo un
massimo raggiunto nell’agosto del 2012, in corrispondenza del “whatever it
takes” di Draghi i Target2 hanno invece cominciato a scendere.
|
|
Saldi Target2 in mld
|
| |||
|
Ago 2012
|
Dic 2012
|
Ago 2013
| |||
|
Germania
|
|
751
|
656
|
574
| |
|
Paesi Bassi
|
125
|
121
|
60
| ||
|
Finlandia
|
|
62
|
61
|
27
| |
|
Belgio
|
|
-36
|
-38
|
-15
| |
|
Austria
|
|
-43
|
-38
|
-41
| |
|
Lussemburgo
|
117
|
106
|
105
| ||
|
Centro
|
|
976
|
868
|
710
| |
|
Francia
|
|
-5
|
-74
|
-50
| |
|
Slovacchia
|
1
|
1
|
1
| ||
|
Estonia
|
|
1
|
2
|
1
| |
|
Malta
|
|
-1
|
|
| |
|
Paesi intermedi
|
-4
|
-71
|
-48
| ||
|
Spagna
|
|
-434
|
-337
|
-282
| |
|
Italia
|
|
-289
|
-255
|
-234
| |
|
Grecia
|
|
-108
|
-98
|
-54
| |
|
Portogallo
|
|
-72
|
-66
|
-64
| |
|
Irlanda
|
|
-96
|
-79
|
-40
| |
|
Cipro
|
|
-10
|
-7
|
-7
| |
|
Slovenia
|
|
-6
|
-4
|
-4
| |
|
Periferia
|
|
-1.015
|
-846
|
-685
| |
|
Totale Eurozona
|
-43
|
-49
|
-23
|
||
Tutto questo mi
fa pensare che i Target2 non siano stati un canale di finanziamento dei deficit
commerciali (se non marginalmente) bensì il riscontro contabile di
trasferimenti di attività finanziarie, motivati dal timore che l’euro si
“spaccasse” e che un deposito presso una banca tedesca si rivalutasse rispetto
a uno presso una banca italiana, spagnola o greca.
Timore
parzialmente rientrato (a torto o a ragione si vedrà) dopo l’agosto del 2012.
In pratica, i
Target2 sono il riflesso di operazioni di speculazione o di copertura del
rischio di break-up dell’euro. Con il finanziamento dei deficit commerciali,
hanno poco o nulla a che vedere.
C’è comunque
ancora da riflettere e lavorare sulla cosa… ogni contributo / suggerimento /
riflessione è gradito.