venerdì 26 dicembre 2014

Progetto Moneta Fiscale: la tutela dei creditori è compatibile con l’efficacia della riforma


Senza cambiamenti profondi negli attuali meccanismi di conduzione delle politiche macroeconomiche, la crisi dell’eurosistema continuerà ad aggravarsi e a cronicizzarsi.

L’introduzione di una Moneta Fiscale nazionale (Certificati di Credito Fiscale / CCF) in affiancamento all’euro (in Italia e in tutti i paesi che hanno bisogno di ridurre le tasse, migliorare la competitività delle aziende, ed espandere la domanda) è in grado di risolvere le disfunzioni dell’eurosistema senza attuare una rottura deflagrante della moneta unica, ed evitando quindi le incertezze e le complicazioni connesse a un processo di breakup.

Non viene richiesto, inoltre, ai paesi dell’ex area marco di accettare alti livelli di inflazione interna per riequilibrare la propria competitività rispetto al resto dell’Eurozona. Il riequilibrio di competitività dei paesi periferici avviene mediante assegnazione di Moneta Fiscale nazionale che va (in parte) a ridurre il cuneo fiscale che attualmente grava sulle loro aziende. La Germania, in particolare, non deve aumentare prezzi e salari interni: non subisce, quindi, perdite di competitività nei confronti dei paesi extra eurozona, né perdite di potere d’acquisto dei risparmi dei propri cittadini.

E’ anche possibile inserire nello schema di riforma una serie di meccanismi di tutela, di altissima affidabilità, che daranno (ai creditori degli stati che introdurranno la Moneta Fiscale nazionale) garanzie di essere rimborsati senza subire perdite né svalutazioni. In sintesi questi meccanismi di tutela possono essere strutturati nel modo seguente.

UNO, al momento dell’introduzione della Moneta Fiscale nazionale, tutti i titolari di debito pubblico in euro ricevono un diritto d’opzione, che consente loro (senza peraltro creare alcun obbligo) di convertire i titoli in loro possesso in BTP Fiscali, cioè in titoli che pagheranno capitale e interessi in Moneta Fiscale e non in euro. I BTP Fiscali potranno avere scadenze più lunghe e tassi d’interesse più alti rispetto ai titoli in euro oggetto dell’opzione di conversione: per esempio tre anni in più di scadenza e un tasso maggiorato di due punti percentuali.

DUE, il progetto Moneta Fiscale prevede di assegnare gratuitamente, ogni anno, fino a un massimo di 80 miliardi di CCF ad aziende che operano sul territorio italiano, in funzione dei costi di lavoro da esse sostenuti. Questo riduce il loro costo del lavoro effettivo e riallinea la competitività delle aziende italiane con quella degli stati più efficienti dell’Eurozona. Circa 3 miliardi su 80 sarebbero da assegnare a società che operano nel settore bancario, finanziario e assicurativo, e che sono anche grossi investitori in titoli di debito pubblico. A queste società, i CCF verrebbero assegnati solo a condizione che esercitino la conversione di titoli di stato in euro (quelli attualmente esistenti) in BTP fiscali, sulla base di un rapporto prestabilito. Ad esempio, un CCF del valore facciale di un euro verrebbe assegnato per ogni 10 euro di titoli di stato convertiti. Se questa assegnazione si verifica per l'importo massimo possibile, ogni anno l’ammontare di titoli in euro diminuisce (per questo solo effetto) di 30 miliardi.

TRE, nella maggior misura possibile, lo stato italiano riduce (se possibile azzera) le emissioni di titoli di stato in euro, emettendo invece BTP Fiscali.

QUATTRO, al momento in cui CCF e BTP Fiscali giungono a scadenza (la data in cui diventano utilizzabili per pagare tasse e per onorare qualsiasi tipo di impegno finanziario verso la pubblica amministrazione), il titolare può decidere di non utilizzarli immediatamente ma di differirne l’impiego. In questo caso, viene riconosciuta una maggiorazione del loro importo sulla base di un tasso di interesse (per esempio il 3% annuo).

CINQUE, viene confermato l’impegno a pareggiare il bilancio pubblico, ma con riferimento al saldo tra spese e incassi in euro. Viene altresì confermato l’impegno a ridurre il rapporto debito pubblico / PIL secondo la progressione prevista dal Fiscal Compact, precisando però che il debito pubblico è quello vero, quello cioè da rimborsare in euro: CCF e BTP fiscali esclusi.

SEI, nell’ipotesi, estremamente improbabile, che NULLA di tutto questo funzioni (ovvero se l’introduzione dei CCF produce effetti espansivi su domanda e PIL estremamente scarsi, e se tutte le azioni sopra descritte, da UNO a QUATTRO, falliscono o danno risultati estremamente modesti), una quota di spesa pubblica viene convertita da euro a Moneta Fiscale, nella misura necessaria a rispettare comunque gli impegni sub CINQUE.

Quest’ultima azione, fermo restando che è altamente remota l’ipotesi che si arrivi effettivamente ad adottarla, è enormemente più indolore rispetto a un puro e semplice taglio di spesa (o a un incremento di tassazione). Ridurre del 5% le retribuzioni di tutti i dipendenti pubblici – ad esempio da 2.000 euro a 1.900 mensili – ha pesanti effetti depressivi; continuare a pagare 2.000, di cui 1.900 in euro e 100 in Moneta Fiscale, molto ma molto meno.

Si delinea così una struttura di riforma in seguito alla quale:

===> L’economia italiana ottiene un poderoso rilancio.

===> La competitività delle aziende italiane migliora immediatamente, evitando che il recupero della domanda interna crei squilibri nei saldi commerciali esteri.

===> Non si verifica nessun “frantumazione” della moneta unica europea.

===> Il debito pubblico italiano espresso in euro (quello, cioè, che può dar luogo a rischi di default) viene in pochi anni ricondotto a percentuali molto più basse rispetto al PIL. Nel medio termine, si può arrivare addirittura all’azzeramento di ogni forma di debito pubblico in euro.

===> Lo stato italiano può finanziarsi senza ricorrere a incrementi di debito in euro.

===> Si garantisce un altissimo livello di tutela ai creditori, eliminando dal novero delle possibilità concrete ogni ipotesi di default o di svalutazione.

===> Non si richiede ad altri stati dell’Eurozona, in particolare alla Germania, di inflazionare prezzi e salari interni: quindi né di perdere competitività verso i paesi extra eurozona né di far subire ai propri cittadini perdite di valore dei loro risparmi.

40 commenti:

  1. hanno parlato dei ccf a radio 24 oggi. ovviamente quelli sono capitalisti padronali monarchici di casta quindi non risolleveranno mai l'economia visto che il credito se lo spartiscono sempre loro e solo loro possono fare impresa ammanicati coi partiti.

    no alla monarchia
    no al comunismo
    no al socialismo
    no ai nazional socialismi

    w il libero mercato

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    1. Sicuro che parlassero di quelli ?

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    2. sì ccf. dovrebbe esserci una registrazione da qualche parte ma non mi va di cercarla su internet. saluti e auguriiiiiii!!!!!!!.

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  2. Professore, più tempo passa (e peggio andiamo) e più la sua proposta puo' diventare attraente a mio avviso all'attuale inquilino di palazzo Chigi

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    1. Dovrebbe... Contatti con l'entourage suo sono avvenuti e la posizione e' stata "non servirà perché otterremo la flessibilità necessaria". Ma questo era sei mesi fa o poco meno. Inutile ricordare che la flessibilità non si è vista proprio.

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    2. otteniamo indirettamente flessibilità dato che esportiamo (anche) in francia che ha sforato il 3.

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    3. Infatti... Non voglio assolutamente buttarla in politica ma la mia opinione, alla luce anche delle recenti parole di Del Rio sul surplus commerciale tedesco, e' propio che il problema (i problemi) sia ben noto nell'ambito del governo, nonostante la presenza di uomini chiave ex FMI-BCE nei post chiave (Boeri, Padoan...) e nonostante un'ondata qualunquista-mediatica nella comunicazione pre e post elettorale utilizzata. Il suo e' l'unico progetto concreto e dettagliato x il superamento dei problemi economici dell'euro zona, senza default dell'euro (cosa che in alternativa auspico velocemente se le politiche rimanessero queste).

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    4. A questo punto mi faccio da solo una domanda: perché il governo, se ha questa consapevolezza (e penso anch'io che l'abbia) rimane inerte ? mi sono fatto la domanda ma non ho la risposta :)

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    5. E se questi signori, pur avendo compreso, fossero in fondo in fondo solo DEI POLITICI? Difendono una posizione pur sapendo che e' perdente (se la situazione perdura ci deindustrislizziamo ed esportiamo posti di lavoro, la Germania non applicherà politiche espansive...) unicamente xke:
      1) Salvini dice il contrario
      2) nell'attuale euro vi siamo "mediaticamente" per prodi
      3) perché dell'europeismo, identificato anche erroneamente con la sua moneta, l'attuale centro-sinistra ha fatto da oltre 15 anni la sua bandiera
      4) infine xke uno statista guarda alle future generazioni, un politico alle prox elezioni... E forse altri 2 anni, male, ma li superiamo.

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    6. Il che equivale a dire: da questa situazione si esce solo con un cambiamento di regime. È probabile.

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    7. Considerando che nel ns paese vive/si interessa di macroeconomia o moneta solo una frazione minoritaria della popolazione, che chi avrebbe orecchie x capire non le usa, e che in passato la fame e' stato il più grande motore del cambiamento...... Comincio a vederla brutta...

      Di cambi di regime durante il '900 ne abbiamo visti e studiati molti.

      Quando chi determina il cambiamento non ha ben chiare le conseguenze del suo agire o non ha presente le cause dei mail attuali, non e' detto che si cambi in meglio.

      IL POTETE DATO AGLI IGNORANTI GENERA MOSTRI

      Speriamo bene

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    8. Il rischio esiste. Comunque i cambi di regime sono delle transizioni, a volte pacifiche, a volte per il meglio (per il peggio mi pare difficile, in questo caso).
      Certo, avrei preferito che non fossimo nella situazione di doverne necessariamente averne uno. Tra il 1950 e il 2000 l'Europa aveva trovato un assetto che promuoveva sviluppo e un livello di giustizia sociale non perfetto (nulla lo è) ma migliore, probabilmente, che in qualsiasi epoca passata.
      Non andava abbandonato. Ma la storia offre tanti esempi di paesi e popoli che hanno infilato vicoli ciechi. Non è la prima volta, non sarà l'ultima. Se ne esce, alla fine.

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    9. è la lentezza del cambio il problema e non il cambio di regime in sé.
      e questa lentezza dà il tempo ai populismi di creare disastri come dice il grossetano anche se lui la chiama "ignoranza" al potere.

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    10. La lunghezza delle transizione in effetti sono un problema.
      Visto come sono andate le cose, con il senno di poi direi che se draghi non avesse "salvato" l'euro nel 2012, oggi probabilmente come Italia avremmo un pil a +4%, a oltre 2 anni dalla possibile fase di rottura

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    11. Garantito. Sarebbe stato molto meglio se fosse finito allora, anche in modo deflagrante.

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    12. ma draghi non doveva salvare solo l'euro bensì l'europa intera ma i singoli paesi, germania in testa, lo hanno impedito per non voler mettere in comune le sovranità fiscali e politiche.

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    13. L'unione politica non la vuole nessuno, questo e' vero. Motivo in più per sciogliere quanto prima questo catastrofico sistema di governance economico-monetaria.

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    14. nessuno può sciogliere nulla. o regge o cade. se inizi a "sciogliere" gradualmente, la gente capirebbe che la stai smontando e quindi scapperebbe (bank run) facendolo crollare.

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    15. Sciogliere (invece di rompere) vuol dire mettergli fine senza convertire forzatamente nessun contratto e senza infliggere perdite o svalutazioni a nessun creditore. Si può fare, come spiega l'articolo che stiamo commentando.

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    16. appunto, il primo a ritirare gli euro in banca sarà proprio lei. e quindi perché gli altri non dovrebbero?

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    17. Io non lo farò. E neanche lei, scommettiamo ?

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    18. chi propone i CCF vuol dire che già li ha ritirati. battute a parte, auguri a tutti sempre e comunque. il vostro lavoro è utile a diffondere l'economia (a liberalizzarne la conoscenza) così come tanti altri blog che prima della crisi non esistevano. comunque se ne parli, discutere di economia è un passo di civiltà. diventerà la normalità.

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    19. Per la verità io spero presto di continuare a discutere di economia, ma parlando di altri argomenti. Perché vorrà dire che l'eurocrisi sarà stata risolta. Dovrò cambiare nome al blog, ma pazienza :)

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    20. le crisi ci saranno sempre. vanno insegnate a scuola. anche quando si esce dalla crisi, si deve parlare di crisi. e di espansione. di economia in genere. va studiata obbligatoriamente a scuola come la storia e la geografia.

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  3. ecco il mercantilismo tedesco di cui parla cattaneo

    http://it.tradingeconomics.com/charts/germany-balance-of-trade.png?s=grtbale&d1=19710101&d2=20141231



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  4. prova....(ho inviato un post e non appare )

    Shardan

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  5. Qualcuno ha letto il nuovo libro di Bagnai (l'Italia ce la può fare )....lo ho ordinato ma tarda ad arrivare...

    buon anno a tutti..(si fa per dire...mi sa che vedremo i sorcini verdi ;-)

    Shardan

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    1. Sono a pag 100 circa. Bello e chiaro come il primo. Merita

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    2. attenzione grossetano. bagnai continua a sbagliare (o a nascondere) la causa della crisi europea dando la colpa all'america senza dire la verità sulle bolle dei debiti sovrani europei che sono la causa della crisi europea. e il motivo per cui non se ne esce ancora oggi. ma essendo bagnai a favore del debito pubblico, (come nel libro precedente), è ovvio che il suo libro mette sotto al tappeto questi problemi ed enfatizza quelli americani sui cui l'europa non era neanche esposta. le banche europee non sono in crisi per colpa dei subprime americani ma per colpa dei debiti enormi statali dei paesi. se nascondete questa verità, la verità vi farà fare una figuraccia quando uscirà.

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    3. Sono andati in crisi tra i primi Spagna e Irlanda, dove il debito pubblico era al 30-40% del PIL... La crisi e' nata da (1) differenze di competitività non compensate da un sistema flessibile com'erano i cambi fluttuanti (2) di conseguenza squilibri commerciali che hanno prodotto, si', eccesso di debito: ma soprattutto privato, non pubblico (3) debiti pubblici che sono risultati difficili o impossibili da rifinanziare, certo, ma non perché fossero alti: perché erano in moneta straniera (l'euro non è emesso da nessuno stato, quindi è una moneta straniera per tutti).

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    4. none. la spagna salta perché il suo debito era collaterale di un terzo di tutti gli scambi mondiali privati. è come se in europa avessimo 100mila lehman brothers.

      l'america non c'entra nulla. l'america si sta sgolando da 4 anni cercando di aiutare l'europa a non suicidarsi per l'ennesima volta.

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    5. Anche x me l'origine della crisi risiede nell'accumulo di debito PRIVATO, e in particolare ESTERO. Il ns elevato deb pubblico altro non e' che:
      1) l'effetto del divorzio tesoro/banche centrale
      2) altrove anche la pubblicizzazione di debito di privati altrimenti in default
      3) altrove anche i recenti stimoli fiscali (tasse e spesa) x rimettere in moto le economie

      Tra le ragioni della crisi aggiungerei i forti differenziali nei tassi di crescita fra salari reali e produttività del fattore lavoro

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  6. era una domanda.....mi son dimenticato di mettere il segno interrogativo.
    Shardan

    ps...ma perché nelle feste di natale bisogna mangiare come bestie....? dovrò fare un mese di corsa nel parco per smaltire....ma che usanza del cavolo...;-)

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  7. per Cattaneo

    infatti----e quindi non è una moneta vera e propria....perché non ne ha le caratteristiche....e solo un meccanismo che blocca i cambi a favore della Germania...che distrugge le economie (a lungo andare anche quella tedesca )....non riuscirò mai a capire chi difende l'euro...anche sforzandomi...proprio non riesco a capirli.

    Shardan

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    1. l'Euro cosi come è architettato attualmente.....
      Shardan

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    2. Qualcuno e' incompetente, qualcuno e' disinformato, qualcuno e' spaventato, qualcuno e' colluso.

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    3. x shardan
      perché l'euro non sarebbe una moneta? perché non c'è uno stato dietro? guarda che le monete esistono da molto prima dell'esistenza degli stati. da millenni prima. l'euro non funziona proprio per colpa degli stati che prima hanno detto di volersi unire e poi al dunque si sono tirati indietro. è colpa degli stati non della moneta.
      anonimo35

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    4. Si...più o meno....non c'è uno Stato dietro l'euro...ed è comune a 18 Stati...con caratteristiche diverse...non c'è fluttuazione..e a cambi fissi non possono competere ...oltretutto c'è un Unione Europea...con una parte di stati con una unica moneta e con aree strutturali, economiche, politiche, geografiche, etniche, culturali etc etc diversissime e una altra parte di stati con una propria moneta che possono operare in modo autonomo rispetto agli stati con la moneta unica ...creando ulteriori asimetrie...(oltre ai disastri che genera l'euro nell' eurozona )....è tutto un pastrocchio micidiale. Colpa degli Stati che non vogliono unirsi?...o colpa forse di chi ha voluto mettere il carro dinanzi ai buoi...imponendo una moneta precocemente...prima di un unione . Prima bisognava fare un percorso...per uniformare le diverse aree e renderle aree valutare ottimali per il progetto di un unica moneta...(percorso lungo è difficile..e forse impossibile...viste le troppe differenze...ma quelli erano i passi da fare..) e poi...istituire una moneta unica ...con una Banca Centrale...con le caratteristiche di una BC di uno stato unico simile alla FED...non come la BCE...(sappiamo tutti come funziona...è un meccanismo assurdo ). Da dopo il baratto...nella storia monetaria dell'umanità..non c'è MAI stata una moneta con quelle caratteristiche. Sembra fatta ad hoc volutamente per NON funzionare...e per distruggere certe economie piuttosto che altre (di fatto sta distruggendo tutto...). Questa moneta durerà solo con un imposizione forzata (di tipo autoritario /militare o qualcosa di simile..) ...diversamente è destinata ad un crash.....e non ci vuol molto.


      ciao
      Shardan

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    5. quando sta schifezza chiamata euro...crollerà...forse si potrà ricominciare...e anche sulla base dell'esperienza di questi ultimi anni...ricominciare con un progetto europeo....ma con tutt'altri presupposti e un differente iter. L'Euro...non solo non la sta unendo l'Europa...ma sta ricreando uno status di ostilità e diffidenza reciproca...tra stati...di passata memoria. Le cose bisogna farle per bene...o non farle. Detto questo..non voglio dar credito ai cosiddetti complottisti...ma anche io credo che sta roba...sia stata fatta in questo modo..per il disegno di qualche èlite...diversamente son dei cretini...e siccome cretini non sono...allora son in mala fede. Perché una moneta concepita in questo modo...generi un disastro..lo capisce anche un bambino dell'asilo...possibile che "lor signori" sempre in "buona fede" non vedano...ciò che vedono anche le zecche ?.....

      Shardan

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    6. per shardan
      il carro davanti ai buoi è stato messo dalla base culturale socialista europea (di sinistra, di centro e di destra) per impedire che il crollo del comunismo trascinasse con sé anche il socialismo europeo. prenditela con loro.
      anonimo35

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