venerdì 3 marzo 2017

Marchi allo straniero ? non ci contate


Dove i marchi del titolo sono da intendersi come marchi tedeschi, non pensate a marchi & brevetti…

Se mai si arriverà al break-up dell’euro – e non è l’unica soluzione possibile per l’Eurocrisi, come ben sa chi segue questo blog… - ma se mai ci si arriverà, ci saranno paesi la cui moneta nazionale è destinata a rivalutarsi rispetto agli altri.

Per semplicità, nel seguito si parla di “Germania” intendendo i “paesi rivalutatori”. Altri seguiranno, de minimis Olanda, Lussemburgo e Austria: la vecchia “area marco”, per intenderci. Ma per essere concisi, parliamo di Germania.

Ora, nell’imminenza di un break-up, per chi risiede in un paese “svalutatore” – un esempio a caso: l’Italia – è una scelta razionale prelevare depositi da una banca italiana e trasferirli su una banca tedesca ? o vendere titoli italiani per comprare titoli tedeschi ?

Nell’ipotesi in cui siano i rivalutatori a fuoriuscire dall’Eurozona, molto meno di quanto possa sembrare. E il motivo è che, in questo scenario, è decisamente probabile che venga offerta su base volontaria e ai soli residenti tedeschi la possibilità di convertire depositi e titoli da euro a NeoMarchi.

Ovviamente tutti sfrutteranno questa possibilità. Ma non c’è obbligo di riconoscere la stessa opzione ai non residenti. E mi aspetto che la Germania non lo faccia. Per i non residenti tedeschi, depositi e titoli resteranno in euro. Perché la Germania dovrebbe rivalutare i suoi debiti esteri, sia privati che pubblici, se non è tenuta a farlo ?

Corollario: la presunta utilità di correre a convertire attività finanziarie italiane in attività finanziarie tedesche a questo punto viene meno. Il che riduce anche di parecchio i rischi di turbolenze, connesse a fughe di depositi e a violenti movimenti speculativi di capitali.

Riduce, non annulla, questi rischi, perché invece che verso titoli tedeschi la speculazione si può dirigere verso valute non euro. Però le alternative con alte opportunità di guadagno non sono poi tantissime. Non è affatto sicuro che il dollaro USA si rivaluti verso la moneta italiana in caso di break-up. E nel caso, comunque, la rivalutazione sarà molto probabilmente inferiore a quella del NeoMarco. Lo stesso vale, a maggior ragione, per la sterlina.

Sono opzioni migliori le valute di paesi extraeuro tradizionalmente solide quanto la moneta tedesca, se non di più ? Vengono in mente il franco svizzero e la corona danese. Però la dimensione di quei mercati valutari è molto inferiore, e nel frattempo (prima del break-up, il cui accadimento peraltro non è mai sicuro fin quando si verifica) si subiscono tassi d’interesse negativi. E la corona danese è “peggata” all’euro – non è quindi affatto detto che segua la rivalutazione del NeoMarco, anzi nella situazione attuale è vero il contrario. E gli svizzeri potrebbero non accettare rivalutazioni del franco ritenute dannose per la competitività delle loro aziende, introducendo a loro volta un “peg” (l’hanno già fatto a fine 2011).

L’analisi fin qui effettuata prende altri aspetti se ipotizziamo che a uscire dall’euro siano, invece, gli svalutatori. Altrimenti detto: esce l’Italia e converte in NeoLire titoli e depositi emessi sotto la legge italiana. In questo caso i possessori di queste attività finanziarie, nell’imminenza del break-up (e supponendo che si sentano abbastanza sicuri sul fatto che avrà luogo) saranno incentivati a comprare titoli tedeschi, o a trasferire i depositi presso banche tedesche, per beneficiare della rivalutazione del NeoMarco.

Attenzione però: la svalutazione dell’Italia (e probabilmente a quel punto di tutta l’ex Eurozona Sud) rende l’economia tedesca meno competitiva. E’ allora senz’altro plausibile che la Germania esca a sua volta dell’euro, appunto per tornare allo scenario precedente: convertire titoli e depositi dei suoi cittadini, non convertire debiti privati e pubblici posseduti da non residenti, e quindi ridurre il debito estero in rapporto al PIL. Questo crea spazio per attuare (da parte della Germania) azioni di contrasto alla perdita di competitività prodotta dalla svalutazione dell’Eurozona Sud. E anche per compensare la perdita di valore (dal punto di vista tedesco) degli investimenti esteri, soprattutto dei titoli a reddito fisso.

La conclusione è che con ogni probabilità, NeoMarchi tedeschi, o comunque forti guadagni da rivalutazione, per gli stranieri che hanno portato euro in Germania non ce ne saranno. E neanche ci saranno scommesse a colpo sicuro (o quasi), che sono il vero alimento dei movimenti speculativi di capitale più violenti e destabilizzanti. Nel ragionare in merito agli scenari pre- e post-rottura dell’euro, è un elemento da avere ben presente.


2 commenti:

  1. Molto interessante e saluti da Atene con Controcorrente https://www.facebook.com/periodicocontrocorrente/?fref=ts

    RispondiElimina
  2. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina