Hanno fatto
scalpore, pochi giorni fa, le dichiarazioni del presidente del Parlamento
Europeo. David Sassoli ha ipotizzato di cancellare il debito pubblico
acquistato dalla BCE ed emesso dai vari paesi dell’Eurozona per fronteggiare la
crisi Covid.
Un’operazione
come questa sarebbe perfettamente possibile dal punto di vista tecnico-economico.
Le cose sono più complesse sul piano politico e legale, ma questi ultimi sono
temi che si risolvono – basta che ne esista la volontà.
Concentriamoci
invece sui temi di sostanza economica. A volte si legge che l’operazione di
cancellazione è, appunto, tecnicamente possibile, ma comporta costi e benefici,
da valutare e soppesare.
Bene. Quale
sarebbe il “costo” di cancellare titoli del debito pubblico detenuti dall’istituto
di emissione ? chi lo pagherebbe ? su chi graverebbe ?
Sento dire che
pagheremmo questo “costo” sotto forma di maggiore inflazione futura. Ma è un’affermazione
che lascia (a dir poco) perplessi, per varie ragioni.
UNO, in quale
senso l’inflazione è un “costo” ? in quale senso impoverisce un paese ? oltre
certi livelli, e nella misura in cui avviene in modo improvviso e inatteso, è
sicuramente un fattore di instabilità e ha effetti redistributivi. Ma ha un
costo economico oggettivamente identificabile e quantificabile ? decisamente
no.
DUE, anche
ammettendo che il “costo” prodotto dall’inflazione esista, la cancellazione di
debito pubblico detenuto dall’istituto di emissione non immette moneta nell’economia.
La moneta è stata creata dalla BCE nel momento in cui ha attivato programmi di
acquisto di titoli di Stato. Era in circolazione prima della cancellazione del
debito; ci rimane in misura invariata dopo. Il write-off contabile del debito non cambia in nessun modo la quantità
di potere d’acquisto in circolazione nell’economia.
TRE, se anche la
cancellazione del debito pubblico aumentasse (per ragioni che non si vedono, perché
non esistono) la quantità di potere d’acquisto in circolazione, non si
produrrebbero effetti indesiderati sull’inflazione fino al momento in cui il
maggior potere d’acquisto non spingesse la domanda di beni e servizi oltre la
capacità produttiva del sistema economico. Ma oggi
QUATTRO, proprio
a causa della cronica carenza di domanda, l’inflazione, nell’Eurozona e in
particolare in Italia (non solo oggi: in effetti, da molti anni) è al di sotto degli obiettivi perseguiti
dalla BCE. E in effetti la BCE si preoccupa costantemente per il livello troppo basso d’inflazione.
La
preoccupazione per gli impatti inflattivi della cancellazione è quindi del
tutto fuori luogo. Non esistono impatti inflattivi – e se mai esistessero
sarebbe peraltro solo un bene.
Altro “problema”
di cui si legge, connesso alla cancellazione del debito, sarebbe la contrazione del
patrimonio netto contabile dell’istituto di emissione: se la BCE azzerasse una
parte significativa del suo attivo (i titoli di Stato acquistati) il suo patrimonio
si ridurrebbe e potrebbe diventare addirittura negativo. E quindi ?
E quindi niente.
Anche questo è un problema inventato. Un istituto di emissione può benissimo
operare con patrimonio contabile negativo, perché la voce principale del suo
(cosiddetto) passivo è la moneta in circolazione. Che è un “passivo”
assolutamente sui generis: non deve
essere rimborsato a nessuno e quindi non può dar luogo a fenomeni di insolvenza
o di dissesto o comunque di instabilità finanziaria.
In realtà
considerare la moneta emessa una passività della Banca Centrale è una (discutibile)
convenzione contabile. Sarebbe più sensato affermare che quando una Banca
Centrale emette moneta fiat, il suo
patrimonio netto si accresce.
Altrimenti
detto: se la BCE il 1° gennaio 2021 emette 1.000 miliardi di euro e li tiene in
cassa, chiaramente le sue disponibilità aumentano. A tutti gli effetti pratici
e secondo qualsiasi logica, si tratta di un incremento patrimoniale.
Se emette 1.000
miliardi, compra un pari importo di titoli di Stato e li annulla, il risultato
è che si trova esattamente nella situazione di partenza. Emette 1.000 di moneta
e se ne spossessa; in cambio di cosa ? dell’acquisto di 1.000 miliardi di
titoli, che però vengono annullati.
Per un istante
avevo (io BCE) 1.000 miliardi di moneta, ma poi non li ho più. E per un istante
ho avuto 1.000 di titoli, ma immediatamente li annullo. La sostanza è che non
si è creato nessun effetto patrimoniale. Non si è “dissestato” niente.
Che senso ha preoccuparsi
di una convenzione contabile priva di contenuto ? lo stesso che favoleggiare di
un rischio d’inflazione inesistente. Esattamente
nessuno.