Mi chiedono che
cosa penso del comportamento, fin qui, del governo Meloni, in particolare
riguardo all’economia.
Beh penso, in
sintesi, che manchi di coraggio. Esponenti di rilievo della maggioranza
parlamentare, a partire da Andrea de Bertoldi, sono perfettamente al corrente
del potenziale della moneta fiscale, in funzione non solo del rilancio di
domanda, redditi, investimenti e occupazione, ma anche della mitigazione dei fenomeni inflattivi.
Però nulla di
tutto questo traspare dai provvedimenti presi e dalle dichiarazioni dei
ministri. La gestione del Superbonus e dei problemi creati da Draghi con i suoi
ennemila cambiamenti normativi rimane un mistero. Le recenti affermazioni di Giorgetti (“dobbiamo evitare di dire che questi crediti fiscali devono
circolare liberamente… anzi non dobbiamo proprio dirlo… è meglio per tutti… per
lo Stato italiano in particolare”) suonano MOLTO strane in bocca al ministro di
un paese indipendente e sovrano.
Riesce così
difficile spiegare alla UE e ai mercati finanziari che la moneta fiscale
risolve le disfunzioni dell’eurosistema senza romperlo ? oppure il problema è
quello che sospettano in molti, che ridare autonomia agli stati è intollerabile
per Bruxelles e per i potentati che le stanno alle spalle ? e che questi
potentati sono impossibili da sfidare ?
Così però le
cose continueranno a non funzionare. Per l’Italia ma anche per la UE. Dando quindi ragione a quanto scriveva Wolfgang Munchau pochi giorni fa: “i peggiori
nemici della UE sono i suoi più grandi sostenitori. La difendano qualsiasi cosa
faccia”.
Se è così, e
molti lo pensano da parecchio tempo, con la UE non si può ragionare, perché
ogni proposta di modifica degli assetti e delle linee di conduzione della
politica economica (e non) viene considerata una critica inaccettabile.
Queste sono le
mie considerazioni al momento. Poi, può essere che il governo Meloni abbia
scelto una linea guardinga nelle prime fasi, e che si muoverà con più determinazione
poi.
Può essere. Ma
per ora, qui siamo.