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giovedì 13 novembre 2025

Primi della classe ?

A sentire certi esponenti della maggioranza parlamentare, la logica della politica economica del governo Meloni si riassumerebbe come segue.

Certo, sarebbe il caso di fare più espansione, sarebbe il caso di immettere più soldi nell’economia.

Però altri paesi, tra cui i più importanti dell’Eurozona, Francia e Germania, hanno difficoltà una di deficit e l’altra di crescita, quindi con questa manovra dopo tanti anni in cui eravamo additati come l’alunno scarso della classe, sfruttiamo l’opportunità di essere “i primi”.

Ma “i primi” a far cosa ?

I primi nel senso di essere quelli che più degli altri adottano politiche sbagliate e controproducenti.

O detto altrimenti, dopo anni in cui abbiamo fatto austerità “perché non avevamo i conti in ordine” adesso facciamo austerità “per mostrare che siamo in grado meglio degli altri di tenere i conti in ordine”.

Quanto vi convince questa argomentazione ?

A me, tanto quanto un tentativo di dimostrare che due più due fa ventidue.

 


mercoledì 12 giugno 2024

Giorgia Meloni e la prossima commissione UE


Che cosa si può sperare come conseguenza dei risultati elettorali dello scorso weekend ?

La maggioranza numerica per una riedizione della coalizione Ursula sulla carta c’è ancora. Però è meno forte di cinque anni fa, quanto VDL fu eletta con solo nove voti di margine: perché all’interno degli schieramenti che la sostengono c’è ben poca compattezza, incluso nel PPE.

Giorgia Meloni, che tra i capi di governo dei maggiori paesi UE ha ottenuto il risultato di gran lunga migliore, ha quindi una carta importante da giocare. Non creando una maggioranza ID + ECR, che non ha i numeri, ma sostenendo un candidato PPE. Che mi auguro non sarà VDL, anche se VDL è un puro (e scadente) esecutore di ordini esterni, quindi non credo che la sua mancata rielezione sia in sé chissà quale svolta epocale.

La cosa importante è – sarebbe – che Giorgia Meloni abbia le idee sufficientemente chiare, e che sia dotata di sufficiente  abilità politica, da ottenere, in cambio del sostegno al PPE, una grossa, GROSSA contropartita.

Tipo il commissario agli affari economici, ma con portafoglio pieno, non dimezzato come quello attribuito a Gentiloni. Senza la subordinazione al Dombrovskis di turno. E che non sia Gentiloni, ovviamente. Ma neanche Giorgetti.

E che questo commissario faccia passare una revisione, o un’interpretazione, del patto di stabilità che finalmente abbia senso e possa funzionare. 

Ovviamente l’ideale sarebbe il libero utilizzo della Moneta Fiscale.

mercoledì 5 luglio 2023

Narrazioni autodistruttive


Riccardo Magi di +Europa critica Giorgia Meloni perché quando stava all’opposizione il suo armamentario retorico era “Italia svenduta agli stranieri, invasa dagli immigrati, schiava degli euroburocrati, prende ordini da Merkel”. Mentre ora che è al governo dice tutt’altro: “guai a fare una narrazione autodistruttiva”.


Ma la critica di Magi è completamente fuori strada. I problemi dell’Italia sono in larghissima misura proprio dovuti alle cessioni di sovranità, all’asservimento a poteri esterni, alla perdita di controllo dell’economia causata dalla moneta unica e dalle sue regole.

E tutto questo è stato largamente assecondato, ebbene sì, proprio dalla “narrazione autodistruttiva” a cui il partito di Magi ha largamente contribuito, quantomeno nella misura massima consentita dal suo (modesto) successo elettorale e dalla sua (per fortuna scarsa) visibilità.

Gli italiani che non si sanno governare, gli italiani che hanno bisogno del vincolo esterno, gli italiani che sono vittime di se stessi: nessuno più degli esponenti di +Europa ama reiterare questi concetti.

Le narrazioni autodistruttive sono letali, e questo Giorgia Meloni fa benissimo a dirlo. Poi è criticabilissima per non aver saputo, spesso, far seguire i fatti alle parole. Per esempio sulle accise. Per esempio sulla circolazione dei crediti fiscali.

Ma queste critiche sono legittime da parte di chi le narrazioni autodistruttive le ha contrastate e combattute. Non da parte di un partito che ha fatto delle cessioni di sovranità (come riflesso anche nel nome) il punto chiave della sua proposta politica.

 


venerdì 2 dicembre 2022

Che cosa penso di questo governo

 

Mi chiedono che cosa penso del comportamento, fin qui, del governo Meloni, in particolare riguardo all’economia.

Beh penso, in sintesi, che manchi di coraggio. Esponenti di rilievo della maggioranza parlamentare, a partire da Andrea de Bertoldi, sono perfettamente al corrente del potenziale della moneta fiscale, in funzione non solo del rilancio di domanda, redditi, investimenti e occupazione, ma anche della mitigazione dei fenomeni inflattivi.

Però nulla di tutto questo traspare dai provvedimenti presi e dalle dichiarazioni dei ministri. La gestione del Superbonus e dei problemi creati da Draghi con i suoi ennemila cambiamenti normativi rimane un mistero. Le recenti affermazioni di Giorgetti (“dobbiamo evitare di dire che questi crediti fiscali devono circolare liberamente… anzi non dobbiamo proprio dirlo… è meglio per tutti… per lo Stato italiano in particolare”) suonano MOLTO strane in bocca al ministro di un paese indipendente e sovrano.

Riesce così difficile spiegare alla UE e ai mercati finanziari che la moneta fiscale risolve le disfunzioni dell’eurosistema senza romperlo ? oppure il problema è quello che sospettano in molti, che ridare autonomia agli stati è intollerabile per Bruxelles e per i potentati che le stanno alle spalle ? e che questi potentati sono impossibili da sfidare ?

Così però le cose continueranno a non funzionare. Per l’Italia ma anche per la UE. Dando quindi ragione a quanto scriveva Wolfgang Munchau pochi giorni fa: “i peggiori nemici della UE sono i suoi più grandi sostenitori. La difendano qualsiasi cosa faccia”.

Se è così, e molti lo pensano da parecchio tempo, con la UE non si può ragionare, perché ogni proposta di modifica degli assetti e delle linee di conduzione della politica economica (e non) viene considerata una critica inaccettabile.

Queste sono le mie considerazioni al momento. Poi, può essere che il governo Meloni abbia scelto una linea guardinga nelle prime fasi, e che si muoverà con più determinazione poi.

Può essere. Ma per ora, qui siamo.

mercoledì 9 febbraio 2022

La Moneta Fiscale SERVE - anche per le bollette

Dall'intervista su La Stampa di Massimo Giannini a Giorgia Meloni, mercoledì 9 febbraio 2022, pagine 4-5:

"D. Altro tema caldo per il governo, la necessità di calmierare il costo dell'energia: serve uno scostamento di bilancio ?

R. Dobbiamo fare tutto quello che possiamo, perché ci sono diverse aziende che rischiano di chiudere per questa emergenza. La nostra proposta è un credito di imposta per le imprese, pari all'aumento del costo dell'energia."

Se seguite questo blog... ebbene si tratta di un'idea di cui avete già sentito parlare diversi mesi fa.

Ed è la dimostrazione della potenza e della versatilità della Moneta Fiscale.

Altro che insabbiarla, come il governo sta cercando di fare nel caso del Superbonus (ma non ci riuscirà).