Sarà una
soddisfazione da poco. Sarà “una gloria da stronzi” (cit. Francesco Guccini, “L’avvelenata”).
Però mi tolgo il
gusto di farlo notare. Per anni un discreto numero di eurocritici mi hanno dato
del “criptoeurista” perché non mi allineavo alla parola d’ordine “breakup o niente, è l’unica strada”.
Al punto da
essere escluso dalla partecipazione ad alcuni convegni (niente che avrebbe
cambiato la vita di nessuno, beninteso…) appunto perché proponevo una via “morbida”
e non dirompente.
Adesso i “duri e
puri” stanno assistendo (anzi alcuni di loro che hanno posizioni parlamentari o
governative ne sono parte) al balletto di decimali sul deficit / PIL 2019, e nel
frattempo l’eventualità di un breakup
viene vigorosamente negata.
Il pregio della
coerenza penso che mi debba essere riconosciuto. Io ho proposto fin dal 2012 il progetto CCF e non il breakup non perché
quest’ultimo sia impossibile (non lo è).
E neanche perché
l’opinione pubblica sarebbe contraria. Non ho idea se effettivamente, in
maggioranza, lo sarebbe o no: ma comunque, i cambiamenti di regime monetario non
avvengono a causa di quello che pensa la maggioranza della popolazione. Non si
è fatto un referendum per decidere la rottura dello SME nel 1992. E i sondaggi
di opinione tra la popolazione argentina davano un 70% a favore di mantenere la
convertibilidad, il cambio 1:1 peso –
dollaro.
E del resto, immaginate di fermare una persona per la strada chiedendogli “tu hai pesos in banca, e
valgono come dollari. Ti va bene se questo non è più vero, con la conseguenza
che i tuoi pesos perderanno due terzi del loro valore ?” (del loro valore
esterno, quantomeno). E' poi così strano che molti rispondano no ?
I cambiamenti di
regime monetario avvengono perché le circostanze li rendono inevitabili. La convertibilidad finì perché l’Argentina
non aveva più dollari per convertire i pesos.
Lo SME si ruppe perché l’Italia (ma anche il Regno Unito, la Svezia e la
Spagna) terminarono le riserve valutarie disponibili per sostenere il cambio.
L’Eurosistema è
pesantemente, enormemente disfunzionale. Ma un meccanismo che faccia scattare
un evento tipo SME 1992 o Argentina 2001 non esiste.
Mentre rimangono
tutti i problemi tecnici e legali connessi alla ridenominazione dei contratti
in essere, e alle turbolenze di mercato nell’imminenza della possibile rottura.
Non sono
problemi insormontabili, ma rendono veramente difficile percorrere la strada
del breakup in presenza di una
volontà politica che oggi (ma penso nemmeno in futuro) non è coesa e unanime al
100%. Su temi come questo, in effetti, non lo è mai.
E allora,
dicevo, lasciatemi la mia irrilevante soddisfazione. I duri e puri oggi dicono
tutt’altro rispetto a qualche anno fa.
Io dico la
stessa identica cosa. CCF / Moneta Fiscale.