lunedì 9 dicembre 2013

Reddito di cittadinanza o programmi di lavoro garantito ?


Il recupero della sovranità monetaria e di un sistema monetario flessibile è fondamentale per ottenere l’uscita dall’eurocrisi, ma è una condizione necessaria – non sufficiente.

Si deve accompagnare a una forte azione di sostegno della domanda. Occorre mettere cittadini, aziende e pubblica amministrazione nelle condizioni di rilanciare la loro spesa.

Riguardo alle aziende, come sottolineato varie volte, l’azione proposta nell’ambito del progetto CCF è incentrata sulla riduzione del carico fiscale che grava sui costi di lavoro. Si ottiene, in tal modo, anche un riallineamento della competitività italiana nei confronti dei paesi europei più efficienti (leggi Germania), rafforzando l’export netto ed evitando che il recupero della domanda si indirizzi in modo eccessivo verso le importazioni. E si evitano così squilibri nei saldi commerciali con l’estero.

Su un totale di 200 miliardi previsti come dimensione delle emissioni annue di CCF, circa 80 sono stati preliminarmente allocati a questa azione, 70 alla riduzione del carico fiscale sui lavoratori e 50 ad altre azioni non specificamente identificate.

Quest’ultima componente può includere, tra le altre cose, due tipi di sostegno della domanda non collegati al carico fiscale sul lavoro (e non necessariamente incompatibili tra di loro): il reddito di cittadinanza (RC) e i programmi di lavoro garantito (PLG).

C’è un motivo chiaro ed evidente per preferire una o l’altra di queste due fattispecie ?

Il RC ha il vantaggio di poter essere attivato in tempi molto rapidi.

Tra le controindicazioni, si citano a volte:

la minore spinta, per chi oggi non ha lavoro, a intraprenderne uno – su questo tema non sono un esperto, ma mi pare che il livello di reddito garantito non sarebbe comunque tale da disincentivare chi ha un’opportunità lavorativa dal perseguirla, e

il rischio che il reddito potrebbe essere in buona parte risparmiato e non speso – ma mi sembra una preoccupazione di scarso rilievo, partendo da un contesto di domanda depressa come quello odierno.

I PLG sono invece spesa pubblica, e vanno quindi direttamente a innalzare il PIL. Naturalmente questo è vero a livello statistico, poi esiste il problema che le attività svolte potrebbero essere di scarsa utilità effettiva. Paradossalmente, questo NON renderebbe i PLG inefficaci: dare soldi a persone inoccupate per fare qualcosa di inutile (il famoso paradosso keynesiano dello scavare buche e riempirle) o addirittura di distruttivo (la spesa bellica) è comunque una forma di sostegno della domanda positiva a livello macroeconomico, in quanto i soldi vengono poi spesi da chi li riceve e avviano un processo di recupero dell’economia.

Alla peggio i PLG finirebbero per essere, in effetti, una forma surrettizia (e male organizzata) di RC.

Partendo dal ragionevole presupposto che con i PLG qualcosa di utile si farebbe, la loro controindicazione maggiore sono forse i tempi di messa in moto del programma, più lunghi (per ragioni di organizzazione) rispetto al RC.

In sintesi quindi non vedo, sul piano macroeconomico, ragioni forti per preferire una soluzione all’altra. Potremmo definire il RC un meccanismo “liberale” (in quanto fornisce risorse ai privati spostando su di loro le decisioni di spesa) e i PLG una via “dirigista” (perché la sua attuazione è gestita dal settore pubblico).

Mi appaiono entrambi, comunque, metodi validi per rimettere in moto la domanda, la produzione e i consumi e dare un sostanziale contributo al superamento dell’attuale depressione economica.

19 commenti:

  1. Mauro Ammirati: Caro dottore, abbiamo beni artistici da restaurare (v. Pompei), un territorio da mettere in sicurezza per provvedere al dissesto idrogeologico, edifici pubblici da adeguare alle norme antisismiche... Direi che per i prossimi vent'anni con il PLG c'è solo l'imbarazzo della scelta.

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    1. Verissimo. È solo una questione di organizzazione.

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  2. Stefano Fugazzi: per quanto mi riguarda l'obiettivo è creare occupazione. Quindi per me la risposta è "programmi di lavoro". La risposta è ancor più ovvia (come hai tra l'altro ricordato nell'articolo) se si osserva quale dei due innalza il PIL . Questa sera te lo carico su ABC !

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    1. Luca Boscolo: Anche secondo me programmi di lavoro. Altrimenti creiamo una generazione di lavativi.

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    2. Alessandra MA: ..io non sono d'accordo con questa tua analisi..perche' dovrebbero essere piu' lunghi i tempi del lavoro garantito? ..si potrebbe dare mandato agli enti locali di fare appalti per ristrutturare enti pubbli o il terriotrio , o il patrimonio artistico, o la ricerca scinetifia..ed in tempi brevi poter assumere gente.D'altro canto, anche il RC richiede tempi, in quanto si deve capire chi ne avrebbe il diritto, visto che anche la proposta di legge del M5S, prevede tutta una serie di paletti e parametri che sono da valutare..inoltre chi verrebbe occupato, acquisterebbe valore aggiunto,in quanto i disoccupati di lungo corso e' piu' difficile che vengano richeisti anche, in un secondo tempo dal settore privato.Altro spunto e' proprio il f atto che 500/600 euro di RC non e' sufficiente per vivere quindi questa gente, per non perdere il Rc potrebbe optare per lavoretti in nero per arrotondare..

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    3. Tempi più lunghi mi sembra oggettivo: nel caso RC devi approvare una legge, nel caso PLG devi approvare una legge e creare un'organizzazione. Poi sono d'accordo che lavorando bene può essere, in pratica, una differenza non di grande peso.

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    4. Alessandra MA: ..be' diciamo che gli enti locali hanno tanti lavori gia' che dovrebbero fare, e che per il patto di stabilita' non possono fare.. ..quindi cominciando da questo..e cmq il RC presuppone quasi dappertutto, che non si abbiano beni in proprieta'.. ..cioe' se uno ha la casa, prima deve vendere la casa..

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    5. Beh questo dipende da come lo costruisci sul piano legislativo. L'idea è di guardare alle proprietà e non solo al reddito ed è corretta, poi vanno visti i dettagli. Sui lavori lavori degli enti locali concordo, anche se lì è un tema di spesa pubblica "tradizionale" più che di PLG (mi sembra).

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  3. Egregio Dr. Cattaneo.
    Posto che personalmente ritengo che avendo firmato il Two Pack che subordina il nostro bilancio alla Commissione europea, i CCF non siano una soluzione praticabile in quanto comunque il Governo deve chiedere il permesso per qualunque voce di spesa o di incasso, ecc...
    Posto questo, dicevo, mi permetto di osservare come quei 50 miliardi aggiuntivi potrebbero essere meglio usati per finanziare gli investimenti pubblici in infrastrutture e capitale fisico di cui l'Italia ha bisogno come il pane, in particolare nel settore dell'energia e dei trasporti.
    tanto Minski quanto Kalechi hanno notatto come il moltiplicatore keynesiano non sia lo stesso per ogni tipo di spesa.

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    1. Non conosco in dettaglio il Two Pack, ma di sicuro non prevede un "permesso per qualunque voce di spesa o di incasso" altrimenti non si capirebbero tutti i dibattiti su IMU TARSU TRISE Service Tax ecc.
      Il punto però a mio modesto avviso è un altro. La Commissione Europea, di questo passo e tra non molto tempo, avrà la scelta tra due alternative. Preservare l'euro con un meccanismo quale i CCF, che lo rende un sistema flessibile e funzionale. O assistere alla disgregazione dell'euro.
      Sull'altro punto, condivido che ci sia un fabbisogno di investimenti infrastrutturali in Italia. I PLG potrebbero essere un mezzo per effettuarne una parte. I 50 miliardi possono essere allocati e mixati in vari modi tra PLG, RC e altre forma di spesa e di sostegno della domanda.

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    2. Mi spiace contraddirla, anche perchè ho scoperto solo di recente la Sua proposta grazie a Zibordi, e la condivido in linea di principio (per quanto io sarei per la soluzione "Lepenista"), ma in effetti il Two Pack prevede esattamente quanto detto: il Governo presenta alla Commissione il proprio bilancio PRIMA che al Parlamento.
      In caso di diniego della medesima, esso è tenuto a modificarlo secondo le linee indicate nello specifico dal Commissario per gli affari monetari Olli Rehn.
      Lo dimostra, per esempio, il fatto che il Governo italiano non può più decidere nemmeno di non aumentare l'IVA che subito viene redarguito.
      Se poi Lei ritiene che comunque la Commissione darà il suo benestare, allora discorso chiuso, ma mi sembra più che altro una speranza.

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    3. "Benestare" ? qui si tratta di scegliere tra una riforma che rende il sistema sostenibile, o la sua deflagrazione...
      Comunque se ci si vuole divertire con le sottigliezze interpretative, le erogazioni di CCF (non essendo euro) non sono neanche una spesa ai sensi dei trattati. La finanziaria potrebbe non farne neanche menzione.

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    4. Buonasera Dott. Cattaneo. Personalmente trovo più corretto che a fronte di un reddito di cittadinanza (RC) il percettore, quale controprestazione, svolga un'attività in favore della collettività, almeno per un numero di ore corrispondente al riscosso (diciamo ca. 18 settimanali). quindi RC=PLG. Questo perché:
      1) l'italia è una Repubblica fondata sul lavoro. regalare moneta è lesivo della dignità e dell'autostima dell'individuo. con l'elemosina non lo si libera ma lo si rende schiavo... un mero consumatore..

      2) lo Stato che elargisce il RC non è un'entità astratta ma la collettività, cioè tutti noi. deve esserci reciprocità tra gli individui.
      Molti "esclusi" dalla società (non occupati involontari) potrebbero fornire dei servizi importanti! si pensi ad es a farli presenziare nei musei consentendo il prolungamento degli orari, o rendere servizi agli anziani (anche il solo ascolto! i CCF potrebbero divenire simili ai fureai kippu=biglietti di relazione di cura giapponesi), o nelle scuole insegnare la corretta differenziazione dei rifiuti, o imparare e insegnare a loro volta la cura di orti cittadini.
      Se occorresse una particolare, breve formazione preventiva per la loro opera in favore della collettività, anche questa rientrerebbe nel progetto delle 18 ore: CCF sia ai formatori a progetto e CCF ai formati...
      i CCF potrebbero "remunerare" anche il settore del volontariato già esistente... non è un valore presente sul territorio?
      o monetizzare una ipotetica banca delle ore, o i servizi reciproci nella famiglia che sono pur sempre servizi, ma non quantificabili nel PIL!
      il lavoro che crea valore non deve essere solo una "disutilità" che occorre per molte ore nella giornata delle persone..
      predisporre da parte della PA locale progetti utili può anche non essere visto sotto un'ottica "dirigista"... ma come collettore di raccolta delle istanze provenienti dal territorio e successivo dispensatore: i PLG in favore sia dei beneficiari (collettività) sia dei lavoratori (chiamiamoli LSU?)... che potrebbero sfruttare l'esperienza anche in proprio in futuro..
      (impara l'arte e mettila da parte)...
      gli antichi inca lavoravano la terra 1/3 per sé stessi, 1/3 per la collettività (c'era chi non si poteva mantenere col proprio lavoro) 1/3 per i sacerdoti, che amministravano la gestione pubblica. La componente a beneficio di tutti è importante per la costruzione e la coesione nel gruppo sociale...
      e facilita un controllo reciproco...la mano invisibile di adam smith imponeva, giocoforza, comportamenti corretti per evitare di essere reietti dal gruppo sociale di appartenenza... evitava il moral hazard (ma all'epoca non vendevano merci dall'altra parte del mondo!).
      i CCF come moneta sociale potrebbero anche favorire una coesione tra gli individui. non solo strumento per uscire dalla crisi, ma strumento istruttivo per educare e per modificare una forma di società che sta involvendo verso l'imbarbarimento e l'autodistruzione dell'individuo.
      grazie

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    5. PS se il Two Pack proibisse i CCF... prevedere il demurrage che pian piano li azzerasse potrebbe essere un éscamotage per farli "nascere"
      ma i CCF sono troppo belli e democratici perché possano mai vedere la luce...
      ma anche se li bocciassero... si potrebbero creare in modo virtuale!!
      le camere di compensazione multilaterali, fino a prova contraria, non sono illegali!!

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    6. Del Two Pack proprio non mi preoccupo. La situazione economica non solo in Italia ma in tutta l'eurozona sta dimostrando ogni giorno di più la follia dell'austerità deflattiva. Gli eurocrati se hanno un minimo di intelligenza si schiereranno a favore della riforma e la cavalcheranno, altrimenti la loro marginalizzazione politica è l'evoluzione di gran lunga più probabile.

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  4. segnalo questo articolo:

    http://neweconomicperspectives.org/2013/12/exit-austerity-without-exiting-euro.html

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  5. Marco Cattaneo tu sei il primo lavativo, gente che non fa un cavolo e che prende 40mila euro al mese , capitali morti fermi che non p'roducono niente, e proprio per queste persone cpome sei tu, e tutta la massoneria deviata, gente vagabonda che non fa un cavolo , che non serve a niente a questa società che si permette di chiamare lavativi i cittadini, quando lei è un grande vagabopndo, il reddito dic ittadinaza serve a rilanciare l economia, caprone, ad aumentare il consumismo, la richiesta del prodotto e quindi ad una forte richiesta corrisponde un aumento della produzione e della distribuizione quindi, e così nascono i posti di lavoro capra
    se i soldi rimangono fermi nelle mani di voi imbecilli massoni .. così salviamo solo i mangeroni delle banche, e infatti piano paino state fallendo,, la prima è i montepaschi e chissà chi è la prossima e ben presto finirà il salva banche per metterla dietro ai cittadini.. dovete sparire sti massoni di merda.. avete rovinato l 'Italia

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    1. Forse ti è sfuggito che tutte le cose che propongo sono finalizzate a ridurre le diseguaglianze e il predominio della rendita sul lavoro...

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