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domenica 15 dicembre 2024

Crediti fiscali cedibili

 Il mio intervento al convegno organizzato da Moneta Positiva lo scorso 18 novembre 2024 a Roma, presso l'aula dei gruppi parlamentari della Camera dei Deputati.



martedì 5 settembre 2023

Circolazione dei crediti fiscali: ha fatto danno ??

 

Quattro giorni dopo la pubblicazione, e la circolazione via social networks, del mio penultimo post, non ho ricevuto nessuna risposta alla mia domanda: perché si sostiene, da parte di certi esponenti politici, di certi economisti, di certi giornalisti, che la circolazione dei crediti fiscali abbia fatto danni, e che quindi sia stato giusto bloccarla ?

L’unica argomentazione con una qualche parvenza di logica è di tipo del tutto indiretto: chi pensa che i crediti fiscali abbiano alimentato frodi (ma non è accaduto dove i controlli erano adeguati, vedi Superbonus 110) e che l’impatto macroeconomico sia stato negativo (ma le argomentazioni a sostegno sono incoerenti) afferma anche che il fenomeno è stato accentuato dal successo dell’incentivazione.

Successo nel senso che i crediti a libera circolazione sono stati accolti con entusiasmo, e quindi l’incentivo è stato utilizzato molto più del previsto.

Ma questa non è un’argomentazione contro la libera circolazione. Se si pensa che i crediti fiscali siano una cattiva idea, non è la libera circolazione che li rende tali. Se si pensa che siano stati emessi in misura eccessiva, l’intervento corretto è porre un limite massimo alle emissioni annue o alle emissioni totali, non bloccare o insabbiare la circolazione.

In realtà i crediti fiscali per interventi immobiliari continuano a essere emessi: evidentemente il governo NON pensa che siano uno strumento sbagliato.

Lo strumento esiste ancora ma sono in essere i blocchi alla circolazione, il che produce due effetti, entrambi perversi:

PRIMO, rende lo strumento regressivo, perché i benestanti (fiscalmente capienti) possono utilizzare il credito fiscale senza bisogno di cederlo, i soggetti economicamente più deboli (fiscalmente incapienti) no.

SECONDO, crea un mare di guai a chi ha ottenuto gli incentivi ed effettuato gli interventi di ristrutturazione facendo conto sulla possibilità di cedere il credito, e a moltissime aziende che hanno effettuati i lavori e ora rischiano di non essere pagate.

La libera circolazione rende ENORMEMENTE EFFICACI i crediti fiscali. Poi si può discutere sulla dimensione delle emissioni. Si può discutere sulla destinazione degli incentivi. Ma NON c’è alcuna ragione per sostenere che la circolazione debba essere bloccata o insabbiata.

 

giovedì 2 marzo 2023

Crediti fiscali “pagabili” che non si pagano

 

Come spiegato in alcuni degli ultimi post, in particolare qui, Eurostat ha quindi stabilito che i crediti fiscali cedibili (per esempio, ma non solo, quelli per il Superbonus) vanno a incrementare il deficit pubblico nell’anno in cui vengono emessi. Ciò in quanto sono da classificarsi come “pagabili” anche se non danno diritto a rimborso. Sono da classificare “pagabili” perché possono essere ceduti dall’assegnatario originale a un altro soggetto.

La (discutibilissima) ragione addotta è che se possono essere ceduti, prima o poi finiranno in mano a qualcuno che li userà per ridurre pagamenti di tributi, mentre se non fossero cedibili l’assegnatario potrebbe non avere “capienza fiscale”, cioè non avere imponibile sufficiente per generare tributi di dimensione pari ai crediti.

A questo punto in parecchi sono arrivati alla conclusione che lo Stato dovrà rimborsarli cash, anche se il rimborso non era contemplato all’atto dell’emissione. Il che risolverebbe il problema dei tanti titolari di crediti che non riescono a venderli perché il mercato, a causa di tutte le limitazioni e di tutte le incertezze che si sono accumulate nell’ultimo anno e mezzo, è bloccato.

Mi dispiace dar loro una cattiva notizia. NON verranno rimborsati cash. Il motivo (?) è che secondo la nuova versione del manuale Eurostat, i crediti sono “pagabili” perché possono circolare, ma questo NON introduce nessun impegno di pagamento da parte della pubblica amministrazione.

Insomma sono crediti “pagabili” (tra virgolette) ma non sono da pagarsi (senza virgolette).

Potremmo chiamarli “crediti pagabili si fa per dire”.

Se tutto questo vi sembra assurdo, vi capisco. Che vi devo dire, non ho memoria di quando mai a Bruxelles si sia partorito qualcosa che abbia un senso logico.

domenica 26 settembre 2021

Audizione "Crediti Fiscali" - Commissione Finanze Senato - 23.9.2021

Video della seconda audizione del ciclo.

Interventi:

Prof. Michele Pizzo - AIDEA - 1'30"

Stefano Sylos Labini - 34'20"

Marco Cattaneo - 47'35"

Domande e risposte a / di Stefano Sylos Labini / Marco Cattaneo - 1.08'00"

In particolare, Marco Cattaneo da 1.25'00" a 1.31'00"





martedì 22 giugno 2021

Crediti fiscali: disegni di legge in discussione al Senato

Grazie, ancora una volta, al lavoro degli infaticabili Francesco Chini e Thomas Vaglietti, trovate qui allegati gli elementi base dei vari disegni di legge in fase di esame e discussione presso la Sesta Commissione Finanze e Tesoro del Senato, in materia di compensazione dei crediti fiscali come strumento di sostegno all'economia.