L’ipotesi di Mario
Draghi presidente del consiglio italiano al termine del suo mandato in BCE – termine
ormai non molto distante: la scadenza è novembre 2019 – riaffiora con regolarità.
Quanto è plausibile,
questa ipotesi ? servirebbe, in primo luogo, una maggioranza parlamentare
disposta a votargli la fiducia. Che non si vede, data l’attuale composizione
del parlamento, e ancor meno in caso di ipotetiche elezioni anticipate: almeno
stando ai sondaggi che continuano ad attribuire a Lega + M5S il 60% dei
suffragi.
A prescindere
dalle maggioranze parlamentari, comunque, che possono sempre evolversi (magari anche
in modo oggi inaspettato), l’ipotesi di Mario Draghi premier mi lascia perplesso per un’altra ragione.
Draghi gode di
un’altissima reputazione presso l’establishment,
italiano e ancora di più internazionale. E’ l’uomo che ha tenuto insieme l’euro
quando stava per rompersi, che ha introdotto il QE contro le resistenze
tedesche. Certo, non ha risolto l’eurocrisi. Ma è un eroe per chi voleva e
vuole la sopravvivenza del sistema attuale.
Ora, vi immaginate
Draghi nei panni di un Mario Monti 2, o peggio ancora di un Enrico Letta 2 ? intento
a eseguire pedissequamente le istruzioni che arrivano da Bruxelles ?
Io no, anche
perché significherebbe essere al governo di un paese in perenne depressione
economica e a costante rischio di tracollo finanziario. Monti e Letta hanno
fatto quello che gli veniva richiesto (dai loro mandanti esterni) ma non ne
sono certo usciti con un’immagine vincente.
A Draghi interessa
seguirli su questa strada ? io non credo.
Altro discorso è
un Draghi che arriva, risolve i problemi dell’economia italiana e attua una
forte azione di rilancio – senza rompere l’euro.
E la strada per
ottenere tutto questo esiste. E’ il progetto CCF / Moneta Fiscale. A favore del
quale Draghi non spenderà mai una parola… fino al momento in cui gli facesse
gioco metterlo in atto.
Oh, se mai tutto
questo avverrà, il progetto cambierà senz’altro nome, e con ogni probabilità anche
vari dettagli operativi. Perchè dovrà essere il “progetto Draghi”. Il
che comunque è possibile, senza che venga meno la sostanza.
Prendetelo come un
esercizio di totale fantaeconomia politica. Le probabilità di questo scenario
non provo neanche a stimarle. Una su cento, una su un milione, meno ancora ?
Però rifletteteci.
Magari è uno scenario meno assurdo di altri.