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mercoledì 22 ottobre 2025

Austerità e diete

 

Imporre austerità a un paese che non ha problemi di inflazione è come mettere a dieta stretta una persona in perfetto peso forma. Questo è quanto ha fatto all’Italia, tra il 2011 e il 2013, la triade UE – Monti – Letta.

L’unico risultato possibile era indebolire l’organismo, cioè l’economia, e questo è accaduto.

I danni inflitti al paese dalla triade sopra menzionata sono stimabili nell’ordine non di centinaia ma di migliaia di miliardi. Questo in termini strettamente economici. Poi ci sono state vite rovinate, carriere spezzate, famiglie ridotte in povertà e disperazione, giovani privati di prospettive.

E la UE secondo qualcuno dovrebbe essere la soluzione di non si sa che ?

 

mercoledì 26 maggio 2021

Imposta di successione: perché Letta è fuori strada

 

Come al solito, Mauro Ammirati centra perfettamente il punto:

Proposte come quella di Letta sulla successione sono definite, da alcuni economisti, “effetto gocciolamento”. Il popolo prende gli avanzi dei ricchi. Ventuno secoli fa, una donna cananea chiese un miracolo a Gesù dicendogli “Eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni”, Mt 15,27. C’è poco da fare, certa gente ha un concetto perverso dell’economia. Sugli avanzi lasciati al popolo, che siano gocce o briciole, non si costruisce una società giusta né un’economia solida”.

La società oggi non è giusta e l’economia non è solida, in Italia, perché i maestri di Letta – Andreatta e Prodi in primo luogo – hanno raccontato la bufala che il problema fosse l’eccesso di potere d’acquisto in circolazione, altrimenti detto il livello del debito pubblico (che equivale, ma questo loro forse non l’hanno capito, e sicuramente non l’hanno detto, a risparmio privato).

Da questi (scellerati) presupposti sono nati l’adesione all’euro e venticinque anni di politiche depressive e deflattive. Che hanno devastato l’economia italiana e creato i guai che oggi Letta pretenderebbe di risolvere, appunto, con le briciole cadute dalla tavola – con l’imposta di successione per finanziare la “dote ai diciottenni”. 

L’ho detto e lo ripeto: io non sono pregiudizialmente contrario né alle imposte patrimoniali né all’imposta di successione. Ma respingo l’ipocrisia di chi pensa di risolvere qualcosa con nuove tasse quando il problema è uscire dal loop negativo creato all’Italia dall’ossequiosa aderenza alle regole dell’Eurosistema e alle ricette di Bruxelles.

PRIMA riportiamo l’Italia al pieno impiego immettendo capacità di spesa nel sistema economico e generando produzione e occupazione. POI possiamo parlare di quali forme di tassazione siano più o meno appropriate. Ma POI.

Altrimenti siamo sempre a baloccarci con modifiche a saldo zero (o addirittura negativo: vedi la proposta di patrimoniale LEU che doveva generare 18 miliardi di maggior gettito – altrimenti detto, RIDURRE di 18 miliardi la capacità di spesa nell’ambito dell’economia nazionale) senza affrontare, anzi senza neanche menzionare, il problema VERO.

Problema vero che è il razionamento artificiale della moneta e la continua, insensata compressione della capacità di spendere e di creare lavoro, che tiene costantemente sott’acqua la nostra economia.

 

mercoledì 19 dicembre 2018

Mario Draghi che scende in politica ?


L’ipotesi di Mario Draghi presidente del consiglio italiano al termine del suo mandato in BCE – termine ormai non molto distante: la scadenza è novembre 2019 – riaffiora con regolarità.

Quanto è plausibile, questa ipotesi ? servirebbe, in primo luogo, una maggioranza parlamentare disposta a votargli la fiducia. Che non si vede, data l’attuale composizione del parlamento, e ancor meno in caso di ipotetiche elezioni anticipate: almeno stando ai sondaggi che continuano ad attribuire a Lega + M5S il 60% dei suffragi.

A prescindere dalle maggioranze parlamentari, comunque, che possono sempre evolversi (magari anche in modo oggi inaspettato), l’ipotesi di Mario Draghi premier mi lascia perplesso per un’altra ragione.

Draghi gode di un’altissima reputazione presso l’establishment, italiano e ancora di più internazionale. E’ l’uomo che ha tenuto insieme l’euro quando stava per rompersi, che ha introdotto il QE contro le resistenze tedesche. Certo, non ha risolto l’eurocrisi. Ma è un eroe per chi voleva e vuole la sopravvivenza del sistema attuale.

Ora, vi immaginate Draghi nei panni di un Mario Monti 2, o peggio ancora di un Enrico Letta 2 ? intento a eseguire pedissequamente le istruzioni che arrivano da Bruxelles ?

Io no, anche perché significherebbe essere al governo di un paese in perenne depressione economica e a costante rischio di tracollo finanziario. Monti e Letta hanno fatto quello che gli veniva richiesto (dai loro mandanti esterni) ma non ne sono certo usciti con un’immagine vincente.

A Draghi interessa seguirli su questa strada ? io non credo.

Altro discorso è un Draghi che arriva, risolve i problemi dell’economia italiana e attua una forte azione di rilancio – senza rompere l’euro.

E la strada per ottenere tutto questo esiste. E’ il progetto CCF / Moneta Fiscale. A favore del quale Draghi non spenderà mai una parola… fino al momento in cui gli facesse gioco metterlo in atto.

Oh, se mai tutto questo avverrà, il progetto cambierà senz’altro nome, e con ogni probabilità anche vari dettagli operativi. Perchè dovrà essere il “progetto Draghi”. Il che comunque è possibile, senza che venga meno la sostanza.

Prendetelo come un esercizio di totale fantaeconomia politica. Le probabilità di questo scenario non provo neanche a stimarle. Una su cento, una su un milione, meno ancora ?

Però rifletteteci. Magari è uno scenario meno assurdo di altri.


lunedì 27 gennaio 2014

Il sarchiapone CCF


“Passera, Grillo e Letta studiano il sarchiapone pro-crescita chiamato CCF”, informa il sito Formiche.net.

Quanto a Passera, le cose stanno (a quanto mi consta) sempre al punto di cui vi avevo riferito qui.

Quanto a Grillo, il progetto CCF è a conoscenza di almeno una quindicina di parlamentari M5S. Parecchi di loro li ho incontrati direttamente io, a Montecitorio, tra marzo e aprile. Ci sono poi state altre azioni di sollecito da parte di cittadini e di elettori.

Non sono in grado di commentare la voce di un interesse di Letta, che avrebbe incaricato Fabrizio Pagani di occuparsi della cosa. Per la verità fino a ieri non avevo neanche mai sentito nominare Fabrizio Pagani, ma nel frattempo ho colmato questa mia lacuna via google e wikipedia. Scoprendo che è un coetaneo di Letta, suo compagno di studi, nonché attuale consigliere alla presidenza del consiglio per gli affari economici e internazionali e molto altro ancora.

Bene, a questo punto ne sapete quanto me. O meglio, a quelli di voi che sono un po’ o molto più giovani di me potrebbe non essere noto che cosa sia un sarchiapone. Ecco qui.