sabato 26 gennaio 2019

Meeting Bologna, Moneta Fiscale, sabato 9 febbraio 2019

L'incontro ha lo scopo di approfondire il tema dei Certificati di Credito Fiscale, direttamente con i loro elaboratori e proponenti.

Il fine è di riunire e di attivare una squadra di attivisti esperti sul tema, in modo da incrementare la pressione sui parlamentari di tutti i raggruppamenti, sulle forze di governo, sui corpi intermedi e sulla società civile.

All'incontro parteciperanno, in qualità di tecnici - elaboratori del progetto, Marco Cattaneo (io…), Stefano Sylos Labini e Giovanni Zibordi. Deve confermare la sua presenza Gennaro Zezza, mentre Biagio Bossone e Massimo Costa potrebbero inviare dei videomessaggi.

Il programma di massima è il seguente:

Sabato 9 febbraio 2019
Ore 10.45 ritrovo presso la sala riunione del MillenHotel, via Cesare Boldrini 4 (dietro la stazione centrale di Bologna).
Ore 11-13 breve introduzione e interventi dei tecnici.
Ore 13-14 pausa pranzo.
Ore 14-17 domande degli attivisti ai tecnici.
Ore 17 conclusione e saluti

Per ulteriori chiarimenti, contattare Alessandro Carità a tfast.carita@gmail.com.

lunedì 21 gennaio 2019

Reddito di cittadinanza con il demurrage


Stando a questo articolo, il reddito di cittadinanza sarà implementato con un meccanismo di demurrage: altrimenti detto, i soldi ricevuti a quel titolo e non spesi entro un determinato periodo di tempo (molto breve, pare solo un mese) si “dissolveranno” e saranno quindi persi.

Lo scopo dovrebbe essere quello di stimolare al massimo la conversione del reddito di cittadinanza in spesa, evitando che venga (il rdc medesimo) in parte risparmiato.

In tutta franchezza è un meccanismo che mi lascia perplesso. Il motivo in buona sostanza è che se ricevo 100 euro e ho deciso di spenderne 80 e risparmiarne 20, il demurrage è facilmente aggirabile con il semplice accorgimento di spendere tutti i 100 ricevuti a titolo di reddito di cittadinanza, e di risparmiare 20 in più degli euro “normali” che possedevo (e che avrei speso per altre cose).

Il risultato, evidentemente, è che la mia spesa supplementare è comunque 80: 100 in più di moneta “a rischio scioglimento” e 20 in meno di moneta “normale”.

Forse l’idea è che questo non accadrà in quanto chi riceve il reddito di cittadinanza sostanzialmente NON ha alcun risparmio e alcun altro euro da spendere. Ma non so quanto sia realistico, e comunque una persona in quelle condizioni probabilmente ha già di suo una propensione al risparmio bassissima – in sostanza, quindi, spenderebbe tutto il reddito di cittadinanza che riceve, anche se non fosse soggetto a “dissolvimento”.

Il mio dubbio quindi è che siamo in presenza di una complicazione inutile. Molto graditi, comunque, commenti su dove e come la mia analisi può perdere di vista qualche elemento fondamentale.

Vedi anche questo post per ulteriori considerazioni su temi collegati.


sabato 19 gennaio 2019

Tanto peggio tanto meglio ?


Bankitalia stima che il PIL possa essere calato anche nel quarto trimestre 2018, il che implicherebbe una recessione tecnica (due trimestri consecutivi con segno meno). E ha ridotto le stime 2019 di crescita reale del PIL dall’1% allo 0,6%.

Il rallentamento dell’economia è un fenomeno internazionale e, in particolare, europeo. E’ possibile che sia in recessione tecnica anche la Germania, o che comunque ci sia arrivata (nel secondo semestre 2018) molto vicina.

Ora, impostare una manovra correttiva con tagli di spesa (o con maggiori tasse) per centrare comunque gli obiettivi di deficit pubblico 2019 sarebbe semplicemente folle. Si avrebbe un ulteriore rallentamento del PIL e ne risulterebbe vanificato il beneficio sul deficit, rendendo il 2019 un anno disastroso a livello di produzione e occupazione (come ha provato l'esperienza del 2012-2013).

O si accetta un maggior deficit, o, finalmente, si pone mano all’unica possibilità (unica a mia conoscenza da quando la propongo, quantomeno, cioè da più di sei anni) di rilanciare la domanda e l’economia senza incrementare il Maastricht Debt.

Possibilità che si concretizza in uno scenario ben noto ai lettori di questo blog - il progetto CCF / Moneta Fiscale.

E’ lecito sperare che l’aggravarsi delle condizioni esterne smuova le acque, come finora non è accaduto (o quantomeno, io non ne ho indicazioni).

mercoledì 16 gennaio 2019

Brexit: come va a finire ?


Azzardo una previsione, con la premessa che si tratta di un esercizio particolarmente aleatorio, dopo il voto di ieri sera che ha pesantemente (oltre le previsioni) bocciato l’accordo (oggettivamente indigeribile) negoziato da Theresa May.

La posizione delle parti in causa si può riassumere come segue.

I remainers puntano a un nuovo referendum, ma è difficile formare una maggioranza parlamentare disposta a concederlo, e del resto le probabilità che prevalga nuovamente il leave sarebbero significative.

Il leader dei laburisti, Corbyn, punta alle elezioni anticipate, non per bloccare la Brexit (anche se una buona parte del suo partito lo vorrebbe) ma per rinegoziare l’accordo con la UE. Ma i tempi tecnici e politici da qui a fine marzo (data in cui la Brexit, se non accade nulla, avrà luogo, e in forma hard) sono tiratissimi. E di fronte al rischio di tenere elezioni anticipate (con forti probabilità di perderle) l’attuale maggioranza di cui dispone Theresa May, per quanto risicata, potrebbe reggere, e credo reggerà, al voto di sfiducia.

La commissione UE mantiene un atteggiamento oltranzista e nega la possibilità di riaprire negoziati per migliorare l’accordo a favore del Regno Unito: ma lo ritengo un bluff, perché i danni che subirebbero gli esportatori dei principali paesi (Germania in primo luogo) sono troppo elevati.

Quindi:

Il governo May regge, sia pure per il rotto della cuffia.

Non c’è secondo referendum.

La UE accetta (all’ultimo minuto o quasi) una serie di concessioni.

La Brexit ha luogo a fine marzo, a condizioni migliorative per il Regno Unito. Quanto migliorative dipende non tanto dalla UE ma dalla coesione (o non coesione) interna dell’establishment britannico. Theresa May ha chiaramente dimostrato la volontà di annacquare la Brexit (del resto ha fatto campagna per il remain al referendum), ma ha tirato troppo la corda. Dovrà ottenere qualcosa di sostanzioso perché il parlamento di Westminster approvi le nuove condizioni.

Si rimarrà appesi a un filo fino agli ultimissimi giorni, e poi verrà annunciato un nuovo accordo. Che sarà sicuramente meno soft dell’attuale. Ma niente hard Brexit.

domenica 13 gennaio 2019

Intervista con OMFIF: il podcast

Ho parlato nel post precedente dei contatti con OMFIF: un ulteriore risultato è stata la realizzazione di una mia intervista con Chris Ostrowski. Sempre sul tema Moneta Fiscale, ovviamente.

Qui trovate il podcast. Spero che il mio inglese non sia risultato troppo "creativo" e che si colga bene il filo logico del discorso. Biagio Bossone, che ha vissuto anni a Washington, dice di sì e io ho la massima fiducia nel suo giudizio (anche se potrebbe essere influenzato dal fatto che è un carissimo amico…).

sabato 12 gennaio 2019

Fiscal Money Solution for Rome

Dal sito di OMFIF (Official Monetary and Financial Institution Forum), un importante think tank con il quale stiamo collaborando attivamente (more on this later, prossimamente su questo blog...) un articolo in cui, una volta ancora, spieghiamo perché la Moneta Fiscale risolve le disfunzioni dell'Eurozona, e perché non porta al breakup.

Qui l'articolo.

mercoledì 9 gennaio 2019

Carige e le altre


Stavo per esprimere un concetto, ma Stefano Sylos Labini l’ha riassunto molto bene risparmiandomi lo sforzo, quindi lo cito pari pari:

“Aldilà delle malversazioni, della vigilanza inadeguata e delle strategie distorte delle banche quotate per raggiungere il massimo profitto nei tempi più brevi possibili, la crisi delle banche – di cui Carige è l’esempio attuale – deriva principalmente da una crescita economica insufficiente. Solo la crescita dell’economia, infatti, rende le attività liquide e aumenta il grado di patrimonializzazione del sistema bancario”.

Questo è bene averlo chiaro perché, naturalmente, si leggono e si leggeranno tanti articoli sulle inefficienze, nonché sugli investimenti e affidamenti sbagliati di Carige, così come, nel recente passato, di MPS, Banca Etruria, Marche, Chieti, Ferrara, delle due venete (Popolare di Vicenza e Veneto Banca), eccetera.

E’ chiaro che ogni storia fa a sé e ci sono sempre dei motivi per cui a una crisi sopravvivono alcune organizzazioni e non altre.

Ma è altrettanto chiaro che quando la percentuale di situazioni problematiche, in un determinato paese o settore di attività economica, cresce fortemente rispetto al passato, esiste un problema sistemico che va al di là dei singoli casi.

Vale sempre la metafora della casa tenuta a zero gradi: un baldo giovane infila tre maglioni e comunque sopporta il freddo; il bambino e la persona anziana / cagionevole di salute si ammalano, o peggio.

Se vogliamo riportare il termostato a venti gradi, la strada c’è ed è il progetto CCF / Moneta Fiscale. Poi, ci sarà sempre chi starà meglio e chi starà peggio. Ma avremo ricreato una situazione in cui la grandissima maggioranza delle organizzazioni e degli individui se la passano da discretamente bene a molto bene

Oggi non è così, ma non è ineluttabile - e quindi non è accettabile - che non sia così.