sabato 5 luglio 2014

Dibattito a Ferrara: si scaldano i motori…


Poi vi confermo tutto, comunque data, ora e località del dibattito sono previsti come segue:

 

24 luglio 2014, ore 21

Sala della musica di Via Boccaleone, Ferrara

All’interno del chiostro di San Paolo, circa 250 metri dal palazzo comunale.

 

Partecipanti previsti: Luigi Marattin, Marco Cattaneo e Giovanni Zibordi.

 

Nel frattempo Luigi Marattin ha rilasciato questa intervista a Sergio Gessi di www.ferraraitalia.it: Sergio la definisce “imprevista apertura di credito” (rispetto, si capisce, a giudizi espressi precedentemente). Il che forse deluderà chi si aspetta un duello all’OK Corral. Io mi attendo invece un proficuo confronto e scambio di opinioni, e il curriculum di Marattin mi rende ottimista sul fatto che così sarà.

Comunque qualche annotazione su quanto dichiarato a fine intervista da Marattin ve la anticipo:

LM: “Immaginiamo che io sia lo Stato e nell’economia ci siano solo due consumatori, A e B. Io emetto un titolo di 20.000 euro, e lo do a B. A se lo compra per 18.000 euro. Ma se è vero che ora B ha 18.000 euro di liquidità in più, è altresì vero che A ha 18.000 euro in meno… l’effetto aggregato è quindi nullo. Come dicevo, è solo un gioco delle tre carte. Del resto, anche in economia “nulla si crea e nulla si distrugge” o meglio “nessun pasto è gratis”.

SG: “E’ altresì verosimile che B induca A a scongelare 18.000 euro che A avrebbe trattenuto come riserva, con l’effetto che sul mercato vengono emessi 18.000 euro che altrimenti sarebbero rimasti immobilizzati”.

LM: “E che ne sai ? E se invece A li avesse spesi ? In realtà sono sempre quei soldi che il governo (o la banca centrale) ha immesso nel sistema economico all’inizio. Ma allora tanto vale ridurre le tasse per quell’ammontare (con interventi di politica fiscale) o aumentare la base monetaria di quell’ammontare (politica monetaria). Null’altro al di fuori di questo”.

 

Già qui avevo trattato abbastanza estesamente dubbi di questa natura. Il punto fondamentale è che chi riceve 20.000 euro in CCF, equivalenti nell’ipotesi a 18.000 in euro, ha UN EFFETTIVO ARRICCHIMENTO. Chi compra i CCF contro cash non fa nient’altro che modificare il suo portafoglio di attività finanziarie, e NON HA NESSUN IMPOVERIMENTO.

Certamente, se al maggior valore di CCF in circolazione non corrispondesse nessun incremento della produzione di beni e di servizi, questo maggior potere d’acquisto si tradurrebbe esclusivamente in crescita di prezzi (inflazione). Ma l’economia italiana oggi soffre di fortissimi livelli di disoccupazione, quindi di sottoutilizzo di capacità produttiva. Il maggior potere d’acquisto stimolerà quindi maggiore produzione, e di conseguenza maggior reddito reale, non inflazione.

Il punto finale di Marattin, che lo stesso effetto si otterrebbe riducendo le tasse, o emettendo moneta (diretta, aggiungo io, ad incrementare la domanda di beni e servizi, non a erogare credito che, se manca potere d’acquisto, nessuno è interessato a contrarre) lo condivido, invece, totalmente.

Ma i CCF servono proprio a superare il problema della moneta unica: se 18 paesi utilizzano la stessa moneta, questi interventi di stimolo della domanda servono di più in certi paesi e di meno (o per niente) in altri. E se lo sgravio fiscale viene finanziato non da moneta ma da debito pubblico, abbiamo il problema che ha portato alla creazione del Fiscal Compact: i paesi in difficoltà accrescono, nell’immediato, il debito, e gli altri (leggi Germania…) temono di dovere, alla fine, pagare i debiti altrui – o di subire le conseguenze di default e dissesti che colpiscono gli altri stati, e i loro sistemi finanziari (che sono i principali acquirenti del debito nazionale).

Allora, perché la proposta CCF è risolutiva ? perché si emette una forma di moneta NAZIONALE, che è accettata SOLO dallo stato emittente (non da tutti e 18 come l’euro). E che però non può generare nessun default e nessun dissesto, perché lo stato emittente si impegna ad accettarla per saldare obbligazioni finanziarie nei suoi confronti (tasse in primo luogo) ma NON a rimborsarla in euro. Appunto per questo NON si tratta di debito. E non interferisce con gli obiettivi di contenimento del deficit e del debito pubblico contemplati dal trattato di Maastricht e dal Fiscal Compact.

Non solo non interferisce con questi obiettivi, in realtà: E’ LA SOLA VIA PLAUSIBILE (per quanto so e per quanto mi riesce di immaginare) PER RISPETTARLI.

venerdì 4 luglio 2014

Articolo su EconoMonitor

Avevo preannunciato qui una possibile uscita su Voxeu.org, rivista online di politica economica, e a valle di una serie di vicende... siamo invece usciti su un altro sito, anch'esso molto diffuso e letto a livello internazionale, EconoMonitor.com. Ecco qui il link. Cercherò (non vi prometto esattamente quando) di predisporre una traduzione italiana.
 
La Riforma Morbida in questo articolo è proposta in una modalità meno "di rottura". I Certificati di Credito Fiscale possono infatti essere utilizzati avendo in mente almeno tre diverse possibili evoluzioni.
 
La prima, quella dell'articolo EconoMonitor, è transitoria: si introducono e si mantengono in essere per il tempo e con l'intensità necessaria a far recuperare all'Italia una situazione di pieno impiego e di riallineamento di competitività nei confronti dei paesi più efficienti dell'Eurozona (Germania in particolare). La ripresa economica genera, a quel punto, un ciclo virtuoso di entrate fiscali che permette gradualmente di ridurre e poi di eliminare completamente le emissioni di CCF.
 
La seconda, che è la mia proposta base, è invece permanente: i CCF vengono continuamente emessi e utilizzati in parallelo all'euro.
 
La terza, che delineavo qui, dopo alcuni anni porta invece alla sostituzione integrale dell'euro con la nuova moneta nazionale.
 
Tutte e tre sono Riforme Morbide: in nessun caso è previsto un break-up "deflagrante". Non c'è nessuna rottura "secca" dell'euro e nessuna conversione forzata di crediti, debiti, titoli, rapporti contrattuali di qualsiasi tipo, ecc.
 
Sono tutte strade tecnicamente fattibili. Politicamente, vediamo...

martedì 1 luglio 2014

Casalecchio di Reno, i video

Resoconto completo di questo evento. Qui trovate il mio intervento (dal minuto 14.30 circa, dopo l'introduzione di Malaguti), qui quello di Claudio Moffa, e dulcis in fundo Giovanni Zibordi.
 
Devo qualche risposta ai commenti di pisnell... l'audio sicuramente non è il massimo (non c'era un sistema di amplificazione) ma con un minimissimo sforzo si sente tutto.
 
Che emettendo Certificati di Credito Fiscale senza sottostante si possa "inflazionare a piacimento da parte dei governi" è vero. In teoria. Né più né meno che con qualsiasi moneta a corso forzoso: e dal 1971 sono TUTTE a corso forzoso. Il punto è che oggi stiamo soffrendo, spaventosamente e inutilmente, per la CARENZA di domanda e di moneta (con conseguente rischio di deflazione). Non per l'inflazione...
 
E quanto "ad appassionarmi un po' di ciò di cui parlo"... pisnell, video di Titina de Filippo nella parte di Filomena Marturano in rete ne trova quanti ne vuole. Se provo ad imitarla la riuscita è molto modesta, temo. La passione (mia) può darsi che non si senta ma c'è, se no perché farei 300 + 300 km in un sabato mattina estivo e soleggiato per raccontare queste cose ? non in cambio di niente si capisce: l'attenzione del pubblico e la scaloppa alla bolognese a fine convegno compensano di tutto...

lunedì 30 giugno 2014

Cialtronate & soluzioni

Poi non dite che su questo blog pubblico solo i commenti favorevoli... la presentazione di Ferrara ha avuto eco sui media online locali, scatenando anche reazioni verbali alquanto vivaci.
Claudio Bertoni si sta attivando per organizzare il dibattito pubblico di cui si parla in questo secondo articolo.
Vi tengo aggiornati...

giovedì 26 giugno 2014

QUESTA crisi era stata prevista


Dicevo nell’ultimo post, a proposito del validissimo articolo di Giorgio Ponziano apparso su Italia Oggi pochi giorni fa, che una piccola chiosa mi sento in dovere di farla. Anzi, pensandoci meglio, due.

Ponziano dice “Cattaneo non appartiene né ai circoli economici blasonati (che non hanno saputo prevedere la crisi) né al manipolo dei velleitari che vorrebbero stracciare l’euro, al contrario la sua ricetta potrebbe servire a salvare la moneta unica, riformandola”.

E’ così, certamente, anche se dopo aver messo in sicurezza l’odierno eurosistema, rimane aperta la possibilità di un’evoluzione che porti all’uscita integrale dall’euro nel giro di qualche anno, sempre senza strappi e deflagrazioni: le linee  fondamentali di questo eventuale sviluppo le indicavo qui.

L’altra chiosa riguarda l’affermazione che “i circoli economici blasonati” non hanno saputo prevedere la crisi. Questo è verissimo se parliamo della crisi finanziaria del 2008: ma va detto, per prima cosa, che gli economisti più noti, se è vero che hanno avuto questo limite, sono in ottima compagna. Neanche la maggior parte dei più affermati gestori di fondi, operatori finanziari, investitori e commentatori economici l’ha prevista. Le crisi finanziarie dovute a un eccesso di euforia speculativa hanno l’abitudine di avvenire quando, appunto, la maggioranza degli esperti non le prevede. Se no, non si svilupperebbe né la bolla speculativa né il crollo conseguente…

Tutto ciò vale per la crisi finanziaria del 2008. Ma per quanto riguarda la crisi dell’eurosistema, che ha investito l’Italia in pieno a partire dal 2011, l’elenco dei prestigiosi economisti che avevano denunciato il rischio e spiegato come e perché l’euro era, nella migliore delle ipotesi, inutile, e nel peggiore (ma probabile) scenario rischiava di dissestare le economie di mezza Europa, è decisamente corposo. Qui trovate una buona sintesi, da cui peraltro mancano altri nomi celebri.

In realtà la dottrina economica si era pronunciata in maniera molto chiara riguardo alla moneta unica europea. E’ stata la politica a non tener conto dell’opinione degli economisti.

Ai “circoli blasonati” casomai mi sento di muovere una critica differente. Quella di proporre vie di uscita che presuppongono un consenso politico che non esiste, e che non sembra prossimo a formarsi in un futuro prossimo. In pratica, vie che chiedono qualcosa ai tedeschi:

accettazione da parte della Germania di alti livelli di inflazione salariale per diversi anni (per riequilibrare il costo del lavoro per unità di prodotto tra Nord e Sud Europa, senza costringere quest’ultima al disastro economico e sociale che l’austerità e la deflazione dei redditi stanno provocando)

oppure trasferimenti intra-Eurozona (che, analogamente, funzionerebbero se, in parte sufficiente, andassero a finanziare detassazioni del costo del lavoro nei paesi che li ricevono).

Per quanto attiene alla Riforma Morbida, quello che mi sembra interessante, e realmente innovativo rispetto al pensiero economico “mainstream”, è appunto che può essere adottata per iniziativa autonoma di ogni paese oggi in situazione problematica, SENZA che si debba chiedere qualcosa alla Germania di fare qualcosa. E senza passare dalle complicazioni di una rottura deflagrante della moneta unica europea. Che sono le principali ragioni per cui la ritengo non solo tecnicamente, ma anche politicamente, una via con probabilità di successo molto più elevate.

martedì 24 giugno 2014

Un'ottima sintesi

apparsa pochi giorni fa su Italia Oggi, a firma di Giorgio Ponziano che, come già in precedenza Tino Oldani recensendo il libro sulla medesima testata, dimostra di aver approfondito e compreso il concetto dei Certificati di Credito Fiscale.
Ho solo una piccola chiosa su un passaggio dell'articolo ma... sono di fretta, vi dico domani o dopo nel prossimo post...

giovedì 19 giugno 2014

Casalecchio di Reno, sabato 21 giugno

SABATO 21 GIUGNO 2014, alla Casa della Solidarietà “ALEXANDER DUBCEK”
Via del Fanciullo n° 6 Casalecchio di Reno (BO)

ore 9,30-13,30
 
UN PROGETTO CONCRETO PER RILANCIARE L’ECONOMIA
dai Certificati di Credito Fiscale alla Sovranità Monetaria
 
relatori:

Dott. MARCO CATTANEO
economista, Private Equity
 
Prof CLAUDIO MOFFA
storico e saggista
 
Dott. GIOVANNI ZIBORDI
economista e analista di borsa
 
ORGANIZZA:CENTRO STUDI “PROGETTO VERITA’”
per informazioni : Claudio : 347 38 13 320