lunedì 1 aprile 2024

Debito pubblico, oneri e benefici

 

Il deficit pubblico incrementa il risparmio privato, e il debito pubblico E’ risparmio privato. Queste affermazioni, che dovrebbero essere sostanzialmente ovvietà, se non tautologie, sono nondimeno fortemente avversate dagli euroausterici.

Spesso il loro tentativo di confutazione s’impernia grosso modo su quanto segue.

Sì certo, il deficit pubblico mette soldi a disposizione del settore privato. Ma questi soldi rimangono in tasca ad alcuni soggetti, non a tutti. C’è chi riesce a risparmiare, magari anche parecchio, e magari utilizza il risparmio per comprare titoli di Stato. C’è che non ci riesce. Però l’onere di pagare le tasse grava invece  su tutti.

Per cui, conclude l’euroausterico, in realtà la spesa pubblica beneficia alcuni soggetti più, magari molto più, di altri, mentre “l’onere del debito” (in realtà, la necessità di pagare tasse per non spingere il deficit a livelli eccessivi in quanto inflazionistici) è un onere dell’intero paese.

La maniera corretta di esporre la situazione è un’altra.

Il deficit pubblico immette risorse nell’economia, e la spesa pubblica fornisce beni e servizi alla collettività, secondo un’allocazione che viene stabilita tramite un processo di scelte politiche.

Anche l’onere di pagare le tasse incombe sulla collettività, e anche modalità e ripartizione di pagamento delle tasse sono stabilite tramite un processo politico. C’è chi paga più tasse e chi meno. Il sistema dovrebbe essere informato a criteri di progressività, dice la Costituzione. Ma i criteri non sono sempre rispettati.

Il beneficio della spesa e l’onere delle tasse possono quindi essere ripartiti in modo iniquo. Nessuno, in effetti, considera mai la ripartizione perfettamente equa. Più o meno tutti vorrebbero ripartizioni diverse. Alla fine le ripartizioni sono il risultato di un processo politico, quindi di un compromesso.

Ci sono ripartizioni più efficienti e corrette, e altre meno. Ma è un problema di allocazione.

Non è che il beneficio della spesa “è solo di alcuni” mentre l’”onere del debito” (più esattamente, delle tasse) è di tutti.

Onori e oneri sono di tutti. In varia misura, come dicevo. Più o meno correttamente ed efficientemente.

Rimane però vero che il deficit incrementa il risparmio finanziario del settore privato, e che il debito pubblico è risparmio privato, perché ne rappresenta una forma di impiego finanziario.

Tutto il resto è un problema di allocazione. Problema importantissimo, beninteso. Ma che non inficia in alcun modo quanto detto al paragrafo precedente.

 

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